Fatti
Nel 1991, Z., un cittadino tunisino nato nel 1961, è stato condannato dalla Corte d'Assise del Cantone di Ginevra all'ergastolo e all'espulsione a vita per aver commesso, tra il 1981 e il 1987, cinque omicidi, un tentato omicidio, sette rapine aggravate, tre furti e un pericolo per la vita altrui. Visto il grave e oggettivo pericolo rappresentato dal condannato, questi è stato posto in regime di sicurezza rafforzata per gran parte della sua detenzione.
Nel 1998 e 1999, Z. ha presentato due domande di liberazione condizionale, respinte dalla Commissione ginevrina per la liberazione condizionale. Il Tribunale amministrativo del Cantone di Ginevra ha confermato queste decisioni, ritenendo che non potesse essere formulato un pronostico favorevole sulla futura condotta di Z. in libertà a causa dei dubbi persistenti sul follow-up medico e sul grado del suo eventuale ravvedimento.
Legge
La Corte di Cassazione penale del Tribunale federale ha respinto il ricorso di Z. contro la decisione del Tribunale amministrativo. Ha ritenuto che l'autorità cantonale non avesse abusato del suo ampio potere discrezionale nel ritenere di non poter formulare un pronostico favorevole, data la persistente presenza del rischio di recidiva.
La Corte ha sottolineato che, trattandosi di un condannato all'ergastolo per gravi crimini, la tutela della sicurezza pubblica riveste un'importanza primordiale. Pertanto, la liberazione condizionale è ipotizzabile solo se una perizia psichiatrica ha permesso di stabilire…