Fatti

A., nata nel 1981, ha contattato il Centro di consulenza LAVI nel maggio 2016 e ha presentato una richiesta di indennizzo e di riparazione morale a causa di presunti abusi sessuali avvenuti tra il 1985 e il 2010. Sebbene non sia stato avviato alcun procedimento penale, A. ha prodotto relazioni mediche e testimonianze che attestano le gravi conseguenze degli abusi subiti sulla sua salute fisica e psichica.

L'autorità LAVI ha respinto la richiesta in quanto i termini erano scaduti. A. ha fatto ricorso contro questa decisione presso il Tribunale cantonale, che ha anch'esso respinto il ricorso, ritenendo che le relazioni mediche non permettessero di provare la qualità di vittima al grado di prevalente verosimiglianza.

A. ha quindi deferito la sentenza del Tribunale cantonale al Tribunale federale, che ha accolto il suo ricorso di diritto pubblico.

Legge

Il Tribunale federale ha confermato che, in assenza di procedimento penale, la prova della qualità di vittima ai sensi della LAVI può essere stabilita al grado di prevalente verosimiglianza, conformemente alla giurisprudenza in materia di assicurazioni sociali.

Questa regola si applica non solo per stabilire il…