Fatti

Il ricorrente X. è stato espulso da un locale pubblico da parte di un albergatore il 27 agosto 2009 alle ore 21.15, a seguito di una lite con delle cameriere. Subito dopo, X. ha coinvolto l’automobilista A. in una discussione mentre questi attraversava un passaggio pedonale. Quando l’automobilista successivo B. è intervenuto e ha allontanato X., quest’ultimo ha avvertito qualcosa al collo, ha fatto un passo indietro per riflesso e solo allora ha notato che X. teneva in mano un coltello a serramanico. La procura del Canton Basilea Città ha accusato X. di tentato omicidio doloso.

Il Tribunale penale di Basilea Città ha condannato X. il 13 aprile 2010 per pericolo per la vita, lesioni personali semplici con oggetto pericoloso, plurima violenza privata e plurimo consumo di sostanze stupefacenti a una pena detentiva di cinque anni. La Corte d’appello del Canton Basilea Città ha confermato la sentenza il 20 dicembre 2011 sia in punto di colpevolezza che di pena, disponendo inoltre la custodia cautelare di X. ai sensi dell’art. 64 cpv. 1 lett. b CP.

X. ha proposto ricorso penale al Tribunale federale con i seguenti motivi: annullamento della sentenza della corte superiore, conferma della pena detentiva quinquennale, non applicazione della custodia cautelare e concessione del patrocinio a spese dello Stato. Il Tribunale federale ha respinto il ricorso.

Legge

Il Tribunale federale, nella sua sentenza, ha esaminato i presupposti per l’ordinanza della custodia cautelare ai sensi dell’art. 64 cpv. 1 CP e in particolare il requisito di un grave pregiudizio all’integrità fisica, psichica o sessuale di un’altra persona, quale criterio autonomo accanto al reato-tipo o alla clausola generale. La custodia cautelare rappresenta uno dei più gravi interventi nei diritti della personalità di un reo ed è ammissibile, in qualità di extrema ratio, solo al ricorrere di presupposti qualificati.

Il giudice ha sottolineato che il criterio del grave pregiudizio vale sia per i reati-tipo che per le fattispecie rientranti nella clausola generale (fattispecie residuale). Il legislatore, con l’introduzione di tale criterio, ha inteso garantire che la custodia cautelare venga disposta solo in caso di reati particolarmente gravi, che abbiano causato o mirino a causare un grave pregiudizio all’integrità della vittima. Ciò serve a tutelare il principio di proporzionalità ed esclude fattispecie meramente patrimoniali come reato di riferimento.

Ai fini della valutazione del grave pregiudizio, deve essere applicato un metro oggettivo. Il giudice ha fatto riferimento ai lavori preparatori, dai quali emerge che il legislatore ha inteso limitare la custodia cautelare a fatti che comportino un grave danno fisico, psichico o sessuale. Tale valutazione vale indipendentemente dal fatto che si tratti di un reato-tipo o di una fattispecie ai…