Fatti

Il ricorrente, A., è stato arrestato il 13 febbraio 2011 nell'ambito di un'indagine penale per infrazione grave alla legge federale sugli stupefacenti. È stato appreso alle 11h00 dalla polizia cantonale zurighese e sentito alle 14h13. Il giorno successivo, è arrivato nel cantone di Vaud alle 14h30 e il Procuratore dell'arrondissement dell'Est vaudois ha proceduto all'audizione di arresto il 15 febbraio 2011 alle 10h23. Lo stesso giorno, il procuratore ha adito il Tribunale delle misure di costrizione con una richiesta di detenzione provvisoria a causa dei rischi di fuga e di collusione.

Il Tribunale delle misure di costrizione ha ordinato la detenzione provvisoria il 17 febbraio 2011, ma il ricorrente ha contestato questa decisione dinanzi alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale cantonale, che ha respinto il ricorso il 4 marzo 2011. Il ricorrente ha successivamente presentato un ricorso in materia penale dinanzi al Tribunale federale, chiedendo la riforma della sentenza e la sua liberazione immediata a causa della violazione dei termini previsti dagli art. 219 al. 4 e 224 al. 2 CPP.

Legge

Il Tribunale federale ha esaminato i termini previsti dagli art. 219 al. 4 e 224 al. 2 CPP, che concretizzano le garanzie procedurali degli art. 31 Cst. e 5 par. 3 CEDU. Ha constatato che il mancato rispetto di questi termini non rende necessariamente la detenzione illegale, ma che solo il tempo trascorso tra l'arresto e la decisione del tribunale delle misure di costrizione è determinante per il prevenuto.

Il Tribunale federale ha anche sottolineato che il principio di celerità riveste un'importanza particolare in materia di detenzione provvisoria e che i termini massimi previsti dal CPP devono in principio essere rispettati. Tuttavia, ha constatato che il mancato rispetto dei termini in questione non giustificava la liberazione immediata…