Fatti

In questa sentenza, il Tribunale federale si è occupato della questione se l'impiego di un agente sotto copertura nell'ambito di un acquisto simulato di stupefacenti soddisfi i requisiti della Legge federale sulle indagini sotto copertura (LIC). Il ricorrente, condannato per violazione della Legge sugli stupefacenti, sosteneva che l'impiego dell'agente di polizia come acquirente simulato dovesse essere qualificato come indagine sotto copertura ai sensi della LIC e pertanto fosse illegittimo, in quanto mancava l'autorizzazione giudiziaria richiesta.

Il tribunale inferiore riteneva che il presente acquisto simulato di stupefacenti non dovesse essere qualificato come indagine sotto copertura ai sensi della LIC e fosse quindi ammissibile senza formalità. Tuttavia, il Tribunale federale è giunto alla conclusione che l'impiego dell'agente di polizia debba essere qualificato come indagine sotto copertura ai sensi della LIC e che pertanto rientri nell'ambito di applicazione di tale legge.

Il Tribunale federale ha confermato il suo precedente orientamento giurisprudenziale, secondo il quale qualsiasi instaurazione di contatti con una persona sospetta a fini investigativi da parte di un appartenente alle forze dell'ordine non riconoscibile come tale, indipendentemente dall'entità dell'inganno e dell'intensità dell'intervento, deve essere qualificata come indagine sotto copertura ai sensi della LIC. Poiché nel caso di specie mancava l'autorizzazione giudiziaria richiesta, le informazioni così acquisite non sono utilizzabili ai sensi della LIC.

Legge

Il Tribunale federale ha affermato che l'agente di polizia "SK 168", con il suo comportamento di entrare nel negozio di musica e spiegare al ricorrente di voler acquistare qualcosa da fumare, ha instaurato contatti in modo attivo e mirato, il cui scopo era accertare e provare una specifica violazione della Legge sugli stupefacenti che la persona bersaglio avrebbe dovuto ancora commettere. Ciò…