Fatti
C. e D. sono stati arrestati nell'ambito di un'inchiesta per reati legati agli stupefacenti, alle armi e a un'organizzazione criminale. Entrambi hanno nominato come difensore l'avv. A., ma in sua assenza è subentrato l'avv. B. dello stesso studio legale. Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC), ritenendo sussistente il rischio di collusione e di conflitto di interessi, ha ordinato ai legali di comunicare quale imputato intendevano patrocinare, prospettando la nomina di difensori d'ufficio se necessario. Contro questa decisione, C. e gli avv. A. e B. hanno presentato ricorso alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, che lo ha respinto. Essi hanno quindi impugnato tale decisione davanti al Tribunale federale.Legge
Il Tribunale federale ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha rilevato che la decisione della Corte dei reclami penali, che ha confermato l'ordinanza del MPC di escludere la difesa congiunta dei due imputati, non costituisce una misura coercitiva ai sensi dell'art. 33 cpv. 3 lett. a della Legge sul Tribunale penale federale (LTPF) e pertanto non è impugnabile con ricorso al Tribunale federale.
Secondo la giurisprudenza, solo le decisioni relative a misure gravi che pregiudicano i diritti fondamentali, come la detenzione…