Fatti
Nei primi minuti del 24 marzo 2013, l’imputato X. accoltellò A., titolare del ristorante B. in C., all’interno del locale. Prima di lasciare il luogo del delitto, sottrasse una borsa della spesa contenente denaro contante per l’importo di fr. 9'250.-.
Il Tribunale di Uri, con sentenza dell’8 settembre 2015, condannò X. per omicidio e furto a una pena detentiva di 16 anni, unitamente a una misura ambulatoriale da scontare durante l’esecuzione della pena. X. propose appello chiedendo di dichiararlo colpevole di omicidio volontario (e di furto) e di comminargli una pena detentiva di otto anni. La Procura del Cantone di Uri propose appello incidentale chiedendo il rigetto dell’appello e la condanna di X. per rapina aggravata in più circostanze, con una pena detentiva di 17 anni.
Il Tribunale d’appello del Cantone di Uri, con sentenza dell’8 marzo 2017, dichiarò X. colpevole di omicidio volontario e di furto, fissando la pena detentiva a 12 anni. L’appello incidentale della Procura fu respinto.
La Procura del Cantone di Uri propose ricorso in materia penale chiedendo la condanna di X. per omicidio e per rapina aggravata, con una pena detentiva di 17 anni. Il Tribunale federale respinse il ricorso.
Legge
Il Tribunale federale confermò l’applicazione del principio in dubio pro reo quale regola di valutazione della prova e di decisione da parte del giudice di merito. Tale principio trova applicazione solo dopo che tutti i mezzi di prova rilevanti siano stati assunti e valutati. Esso non serve alla raccolta o alla selezione delle prove, bensì alla valutazione conclusiva del risultato probatorio. Una violazione del principio ricorre unicamente qualora il giudice condanni nonostante dubbi evidenti e rilevanti sulla colpevolezza dell’imputato.
Nel caso di specie, si trattava della qualificazione dell’omicidio volontario come omicidio ai sensi dell’art. 112 CP. La Procura fondò la propria ipotesi su un delitto di rapina con omicidio, mentre il giudice di merito ritenne possibile uno scenario di lite degenerata. Il Tribunale federale sottolineò che gli indizi non possono essere interpretati in modo unilaterale nel senso dell’ipotesi accusatoria di colpevolezza. Al contrario, devono essere considerate e vagliate serie varianti alternative del fatto. Solo qualora l’ipotesi di rapina con omicidio risulti esente da dubbi insuperabili, essa può costituire base per la qualificazione.
La valutazione delle prove operata dal giudice di merito fu ritenuta immune da arbitrio e completa. Essa tenne conto della compromissione psichica dell’imputato, che…