Fatti
Il 14 marzo 1992, B., E. e G. si sono riuniti e hanno deciso di uccidere R., una giovane ragazza che li accompagnava. E. e G. hanno iniziato a soffocarla nella macchina guidata da B. Sebbene B. non abbia partecipato direttamente al soffocamento, ha continuato a guidare, permettendo così a E. e G. di proseguire il loro atto. R. è deceduta a causa delle ferite riportate. I tre uomini hanno poi tentato di far sparire il corpo e hanno simulato uno stupro per far credere a un crimine sessuale.
Il tribunale cantonale ha condannato B., E. e G. per omicidio. B. ha presentato un ricorso in nullità, sostenendo di non aver avuto l'intenzione di uccidere R. e di non aver partecipato direttamente al soffocamento.
Legge
Il tribunale federale ha esaminato la questione se B. potesse essere considerato complice dell'infrazione di omicidio. Ha considerato che B. aveva fornito un aiuto attivo all'infrazione continuando a guidare la macchina, permettendo così a E. e G. di proseguire il loro atto. Il tribunale ha anche considerato che B. aveva un obbligo di proteggere R., in quanto guidatore della macchina e in quanto persona che aveva invitato R. a salire a bordo.
Il tribunale ha anche esaminato la questione della qualificazione dell'infrazione. Ha considerato che E. e G. avevano agito con una particolare assenza di scrupoli, in quanto avevano ucciso R. senza un…