Fatti

Il cittadino jugoslavo G., con numerosi precedenti penali, si procurò a Milano un fucile a canna mozza e una rivoltella, al fine di commettere una rapina in Svizzera ai danni di una banca, un ufficio postale o un esercizio commerciale nella zona di Aarau. In Svizzera, ha inoltre acquistato altri utensili come radio ricetrasmittenti, guanti di gomma, cacciaviti e un tagliavetro, che ha depositato in un armadietto alla stazione di Aarau. Un complice in Italia era pronto ad intervenire per assistere G. nell'esecuzione del reato. Tuttavia, G. è stato arrestato prima di poter effettuare il sopralluogo del presunto luogo del delitto.

Il Tribunale superiore del Cantone di Argovia ha condannato G., tra l'altro, per atti preparatori punibili di rapina ai sensi dell'art. 260bis cpv. 1 CP a due anni e mezzo di reclusione e dieci anni di espulsione dal territorio. G. ha presentato un ricorso di nullità contro questa sentenza.

Legge

Il Tribunale federale ha respinto il ricorso. Ha affermato che, ai sensi dell'art. 260bis cpv. 1 CP, la punibilità degli atti preparatori sussiste quando l'autore intraprende in modo pianificato e concreto misure tecniche od organizzative il cui tipo e portata dimostrano che egli si accinge a commettere uno dei reati menzionati in questa disposizione. L'autore deve essere giunto almeno psicologicamente sulla soglia dell'esecuzione del reato, senza che sia necessario che egli si trovi anche materialmente sul punto…