Fatti
La presente sentenza concerne un pignoramento dello stipendio effettuato in virtù dell'articolo 93 della legge federale sulla esecuzione delle obbligazioni e sul fallimento (LEF). La convenuta, una debitrice, ha visto il suo minimo vitale fissato a 2'514 franchi dal tribunale cantonale, dopo che il tribunale ha preso in considerazione le spese di alloggio e le prime di assicurazione-malattia. La creditrice ha presentato un ricorso contro questa decisione alla Camera delle esecuzioni e fallimenti del Tribunale federale, chiedendo che il minimo vitale fosse riportato a 1'604 franchi.
I fatti della specie sono i seguenti: la debitrice non aveva pagato i suoi affitti né le prime di assicurazione-malattia e il suo alloggio era stato risolto. Il tribunale cantonale ha considerato che, sebbene la debitrice non avesse pagato queste spese, non sarebbe stato conforme allo scopo della legge escluderle dal suo minimo vitale, poiché ciò l'avrebbe messa in una situazione difficile.
Legge
La Camera delle esecuzioni e fallimenti del Tribunale federale ha ammesso il ricorso della creditrice. Ha considerato che, conformemente alla giurisprudenza, solo le somme effettivamente pagate dal debitore possono essere prese in considerazione per calcolare il suo minimo vitale. La camera ha stimato che il tribunale cantonale aveva errato nell'includere gli affitti e le prime di assicurazione-malattia nel minimo vitale della debitrice, mentre non li aveva pagati.
La camera ha anche considerato che il debitore può chiedere una revisione del pignoramento del suo stipendio se stabilisce di aver concluso un contratto di locazione o un contratto di assicurazione e se paga effettivamente gli affitti o le…