Fatti

X., un artista del Burkina Faso, ha presentato una domanda d'asilo in Svizzera il 13 settembre 2018, respinta il 1° novembre 2018 dalla Segreteria di Stato per le migrazioni. Il 17 giugno 2019, l'Ufficio per le migrazioni e lo stato civile del Cantone di Berna lo ha posto in detenzione in vista dell'espulsione. Il Tribunale cantonale delle misure coercitive ha approvato tale detenzione fino al 17 settembre 2019. Dopo che X. si era rifiutato il 21 giugno 2019 di imbarcarsi sul volo di rimpatrio previsto, è stato nuovamente posto in detenzione in vista dell'espulsione.

Il Tribunale amministrativo del Cantone di Berna ha stabilito che l'esecuzione della detenzione in vista dell'espulsione dal 21 al 27 giugno 2019 nel carcere regionale di Berna era stata illegittima, in quanto X. era stato detenuto in una cella comune con persone in custodia cautelare o in esecuzione penale. Diversa era la situazione per la detenzione dal 17 al 20 giugno 2019: in questo periodo X. era stato trattenuto nel reparto per la detenzione amministrativa del carcere regionale di Berna, separato dalle persone in custodia cautelare o in esecuzione penale.

Legge

Il Tribunale federale respinge il ricorso di X. Esso afferma che la detenzione per motivi di diritto degli stranieri deve in linea di principio avvenire in strutture detentive speciali, destinate esclusivamente all'esecuzione della detenzione preparatoria, in vista dell'espulsione e coercitiva. Solo in casi eccezionali giustificati la detenzione può essere eseguita in istituti carcerari ordinari, se è garantita la separazione dagli altri detenuti e sussiste un importante motivo amministrativo altrimenti non superabile per tale procedura.

Nel caso in questione, X. è stato trattenuto dal 17…