Fatti

A., domiciliata nel Cantone di Ginevra, si è separata nell'agosto 2014 dal marito con il quale ha avuto tre figli. Con sentenza del 9 febbraio 2016, confermata dalla decisione del 13 luglio 2016, il Tribunale di prima istanza di Ginevra ha condannato il marito di A. a pagarle un assegno alimentare mensile di 20'000 franchi a decorrere dal 1° gennaio 2016.

Nell'agosto 2018, A. ha presentato all'Amministrazione fiscale cantonale la dichiarazione dei redditi per l'anno 2017, indicando di aver percepito contributi alimentari per 223'736 franchi e richiedendo una deduzione di 320'908 franchi a titolo di spese per l'acquisizione del reddito per i suoi onorari di avvocato relativi all'ottenimento di tali contributi. L'Amministrazione cantonale ha rifiutato questa deduzione.

Con sentenza del 23 maggio 2021, la Corte di giustizia ha ammesso una deduzione parziale di 27'443.18 franchi per le spese legali. L'Amministrazione federale delle contribuzioni ha quindi presentato un ricorso di diritto pubblico al Tribunale federale, concludendo per il rifiuto di qualsiasi deducibilità degli onorari dell'avvocato.

Legge

Il Tribunale federale ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che, secondo la giurisprudenza restrittiva, le spese legali sostenute per ottenere contributi alimentari non possono essere dedotte a titolo di spese per l'acquisizione del reddito ai sensi dell'articolo 25 della Legge federale sull'imposta federale diretta (LIFD).

Infatti, nell'ambito dei procedimenti di diritto matrimoniale, non è possibile stabilire un nesso di connessione diretto e stretto tra le…