Fatti

Il caso riguarda l'omicidio del genero da parte del suocero, causato da un'emozione violenta. Il suocero, [M.], aveva fatto visita al genero, [R.], per discutere delle sevizie inflitte al nipote e dei problemi nel matrimonio della figlia. Durante la conversazione, si verificò una lite in cui [R.] offese e provocò [M.], portando a un'emozione violenta che alla fine condusse all'omicidio.

Il giudice di primo grado aveva stabilito che [M.] non portava la pistola con l'intento di uccidere il genero, ma a causa di un accesso d'ira si era lasciato trasportare e, senza un ragionevole ponderazione dei pro e dei contro, aveva sparato i due colpi fatali in un'emozione violenta.

Legge

La Corte federale doveva valutare se l'emozione violenta che aveva portato all'atto omicida fosse scusabile. La scusabilità deve essere valutata secondo criteri etici generali e presuppone che l'emozione violenta non sia solo spiegabile psicologicamente, ma anche giustificata oggettivamente in base alle circostanze che l'hanno scatenata.

La Corte stabilì che l'emozione violenta che aveva scatenato l'atto omicida era scusabile secondo criteri etici generali. Il contesto dell'atto è costituito dalla grave situazione di conflitto creata da [R.] attraverso le sevizie che mettevano in pericolo la vita del bambino e le violenze contro la moglie.

La Corte concluse che anche un altro uomo onesto e…