Fatti

L'8 gennaio 1993 l'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM) ha avviato un procedimento penale contro la ditta [S.] di Meilen per sospetta violazione dell'art. 57 della Legge sulle telecomunicazioni. Alla ditta è stato rimproverato di commerciare modem muniti di un numero di omologazione UFCOM, ma che internamente non soddisfacevano i requisiti tecnici dell'UFCOM. Il 23 febbraio 1993 sono stati sequestrati cinque modem presso i locali della ditta [S.] che in quel momento non erano omologati.

Poiché vi era il sospetto che la ditta [S.] pubblicizzasse e mettesse in commercio altri modem modificati e non omologati, il 21 ottobre sono stati sequestrati numerosi modem nonché varie cartelle con bolle di consegna e fatture presso i locali della ditta [S.] a Meilen e presso il suo stand alla fiera specializzata "WinWorld" al Kongresshaus di Zurigo. I documenti sono stati sigillati su richiesta.

Con ricorso del 25 ottobre 1993, F. [S.] ha chiesto alla Camera d'accusa del Tribunale federale che i dispositivi sequestrati fossero liberati dal sequestro e, se necessario, restituiti a lui; inoltre, che i documenti sequestrati fossero liberati dal sequestro e restituiti a lui sigillati con l'autorizzazione di rimuovere il sigillo.

Legge

La Camera d'accusa deve decidere solo se il sequestro è ammissibile. Non può essere esaminato se il ricorrente si sia reso colpevole di un reato. L'Ufficio federale deve esaminare e provare nel procedimento penale amministrativo avviato contro di lui se i modem in questione non sono omologati e se il ricorrente abbia effettivamente commesso una violazione ai sensi dell'art. 57 LTC con la produzione, l'esercizio, la pubblicità o l'immissione in commercio di eventuali modem non omologati.

Il resistente in quanto autorità specializzata afferma che, a parte tre modem GVC, tutti i dispositivi sequestrati non sono omologati. Pertanto, è soddisfatto…