Fatti
La società Z., una società per azioni italiana, è titolare dei diritti di licenza su alcuni modelli di mobili basati su progetti di Le Corbusier, Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand. Ha intentato una causa contro la società X., una società svizzera all'ingrosso, per violazione dei suoi diritti d'autore e concorrenza sleale. La società X. aveva offerto e distribuito imitazioni di questi modelli di mobili. La Corte d'Appello del Cantone di Berna aveva accolto parzialmente la domanda e riconosciuto alla società Z. la protezione dei suoi diritti d'autore su sei dei sette modelli di mobili contestati. Entrambe le parti hanno presentato ricorso contro questa sentenza.Legge
I. Sulla legittimazione attiva del ricorrente: - Il convenuto ha contestato la legittimazione attiva del ricorrente, in quanto gli erano stati trasferiti solo i diritti di utilizzo, ma non il diritto di agire in giudizio. - Tuttavia, il Tribunale federale ha stabilito che il contratto di licenza aveva trasferito al ricorrente i poteri necessari per difendersi contro le imitazioni dei suoi mobili da parte di terzi. Il ricorrente, in qualità di licenziatario, poteva quindi invocare un proprio diritto di azione. II. Sulla protezione del diritto d'autore dei modelli di mobili: - Il Tribunale federale ha confermato che i modelli di mobili LC 2, LC 3 e LC 4 sono protetti dal diritto d'autore come opere d'arte applicata. Essi derivano da uno sviluppo innovativo nell'architettura e nell'arte del mobile degli anni '20 e presentano un carattere individuale e originale. - Per quanto riguarda il modello LC 1 (sedia), il Tribunale federale ha tuttavia negato la protezione del diritto d'autore, in quanto presentava somiglianze con modelli precedenti e mancava della necessaria individualità. III. Sulla concorrenza sleale: - Il Tribunale federale ha…