Fatti
In questo caso si trattava di una controversia ereditaria tra i soci Y. e Z. del Gruppo X. e i membri [R.], [S.], T., U. e V. della comunità ereditaria W. Gli attori sostenevano che i convenuti, ad eccezione di [S.], avessero già accettato l'eredità senza riserve, interferendo negli affari ereditari prima della scadenza del termine di rinuncia. In particolare, è stato discusso se il richiedere un certificato ereditario da parte della vedova del defunto, [R.], in qualità di esecutrice testamentaria, costituisca tale interferenza. Il Tribunale federale ha concluso che il richiedere un certificato ereditario da parte dell'esecutore testamentario non rappresenta un'interferenza nell'eredità, ma va considerato un atto amministrativo. Poiché i convenuti hanno accettato l'eredità sotto inventario pubblico, non potevano più rinunciarvi.Legge
Il Tribunale federale ha spiegato nella sua motivazione che, ai sensi dell'art. 580 cpv. 3 CC, la richiesta di un inventario pubblico presentata da un erede vale per tutti gli eredi. È controverso se la richiesta di inventario giovi anche a colui che ha già accettato l'eredità senza riserve. Il Tribunale federale ha lasciato aperta questa questione, poiché dal comportamento dei convenuti non si poteva concludere che avessero già accettato l'eredità senza riserve. Per quanto riguarda il richiedere il certificato…