Fatti

Questa vicenda riguarda una controversia successoria tra i tredici figli del defunto O. e la vedova P. I figli hanno intentato un'azione di riduzione delle donazioni effettuate da O. a P. in vita, invocando l'art. 494 cpv. 3 del CC. Il Tribunale regionale ha respinto la loro domanda, ritenendo che i figli non fossero riusciti a provare l'intenzione di nuocere del defunto. Il Tribunale cantonale ha parzialmente accolto il ricorso dei figli, ritenendo che il defunto avesse agito almeno con dolo eventuale. Il Tribunale federale ha infine respinto la domanda, ritenendo che la prova dell'intenzione di nuocere del defunto non fosse stata fornita.

Legge

Secondo la giurisprudenza, quando il patto successorio non esclude le donazioni, deve essere provata l'intenzione del de cuius di ledere gli eredi istituiti da tale patto. Il dolo eventuale non è sufficiente. La prova di questa intenzione di nuocere è difficile da fornire, in quanto si tratta di un elemento soggettivo. Tuttavia, essa può essere dedotta da indizi come l'entità delle donazioni e la loro cronologia.

Nel caso di specie, il Tribunale federale ritiene che le donazioni effettuate dal defunto a favore della sua coniuge, pur rappresentando circa il 25% del…