Fatti
Il ricorrente, avvocato [X.] , rappresentava il defunto [A.] in vari procedimenti civili e penali nonché in un procedimento riguardante la privazione della libertà per motivi di cura. La Commissione degli avvocati del Cantone Argovia aprì un procedimento di vigilanza contro [X.] e gli inflisse un richiamo a causa della violazione delle regole professionali in relazione alla fatturazione del procedimento riguardante la privazione della libertà per motivi di cura. [X.] chiese al Tribunale federale di annullare la sentenza del Tribunale amministrativo del Cantone Argovia e di astenersi dalla sua disciplina.
La Commissione degli avvocati chiese, rinunciando a una presa di posizione, il rigetto del ricorso. Il Tribunale amministrativo decise di rigettare il ricorso, nella misura in cui doveva essere preso in considerazione. L'Ufficio federale della giustizia aveva rinunciato a presentare una presa di posizione.
Legge
Il Tribunale federale esaminò se fosse presente una violazione delle regole professionali ai sensi della legge sugli avvocati. L'autorità inferiore accusava il ricorrente di aver richiesto un onorario aggiuntivo per il procedimento riguardante la privazione della libertà per motivi di cura oltre alla remunerazione fissata ufficialmente. Il Tribunale federale stabilì che il ricorrente, nell'ambito del patrocinio gratuito, aveva diritto al rimborso delle spese sostenute per l'attività di avvocato e che una condotta professionale negligente può condurre a una disciplina solo se raggiunge un livello di gravità tale da giustificare una sanzione aggiuntiva nell'interesse pubblico prevalente e appaia proporzionata.
Il Tribunale federale concluse che il comportamento del ricorrente non poteva essere considerato una grave violazione…