Fatti
La ricorrente, nata nel 1985, ha chiesto all'assicurazione invalidità, all'inizio di novembre 2015, le prestazioni, adducendo un lupus eritematoso sistemico (LES) con sindrome di Sjögren secondaria. L'Ufficio AI del Cantone di Zurigo le ha prospettato una mezza rendita d'invalidità a partire dal 1° luglio 2016 (preavviso del 25 ottobre 2016). Dopo un'opposizione della cassa pensione competente, l'amministrazione ha disposto una perizia reumatologica del 19 luglio 2017. Fondandosi su di essa, ha negato il diritto alla rendita, poiché la ricorrente sarebbe abile al lavoro al 70-75 % nella sua attività d'ufficio abituale (decisione del 26 ottobre 2017).
Il Tribunale delle assicurazioni sociali del Cantone di Zurigo ha respinto il ricorso con sentenza del 21 dicembre 2018. Si è basato sulla perizia reumatologica, secondo cui sussiste una remissione clinica e di laboratorio dal giugno 2016 e le attività extraprofessionali sono solo lievemente limitate. Non ha preso in considerazione un referto dell'ospedale [B.] del 19 dicembre 2017.
Dinanzi al Tribunale federale la ricorrente ha chiesto l'assegnazione di una mezza rendita d'invalidità a partire dal 1° luglio 2016, in via subordinata il rinvio per complementi istruttori. L'Ufficio AI ha chiesto la reiezione del ricorso, mentre l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali ha rinunciato a presentare osservazioni.
Oggetto della lite: Stabilire se la capacità lavorativa della ricorrente al momento determinante per il diritto alla rendita sia stata accertata correttamente, in particolare se la perizia abbia valore probatorio e se i referti ospedalieri avrebbero dovuto essere considerati.
Diritto
Il ricorso in materia di diritto pubblico può far valere la violazione del diritto federale (art. 95 lett. a LTF). L'accertamento dei fatti può essere corretto solo in caso di accertamento manifestamente inesatto o di violazione del diritto (art. 97 cpv. 1 e art. 105 cpv. 2 LTF). Determinante è in linea di principio il periodo fino alla conclusione della procedura amministrativa; referti medici successivi devono tuttavia essere considerati, nella misura in cui permettano di trarre conclusioni sulla situazione di allora. Il referto dell'ospedale [B.] del 19 dicembre 2017 concerne lo stato di salute anteriore alla decisione del 26 ottobre 2017 ed è pertanto rilevante.
La precedente istanza si è fondata sulla perizia reumatologica. I medici ospedalieri hanno però rilevato che la ricorrente, con un'attività d'ufficio al 50 %, ha manifestato forte stanchezza e episodi febbrili, ha dovuto interrompere formazioni continue e fornisce al 50 % il suo massimo. Che occasionalmente svolga attività del tempo libero non basta per ammettere una capacità lavorativa superiore al 50 %. Le indicazioni del perito sulle attività del tempo libero scarsamente limitate devono essere relativizzate alla luce delle indicazioni della ricorrente sulle vacanze.
I valori ematici migliorati non provano da soli una capacità lavorativa. La fatigue quale conseguenza della malattia autoimmune può persistere indipendentemente dall'attività della malattia nel sangue, come ha pure ammesso il perito. Il LES decorre inoltre in modo imprevedibile e a ondate. I medici curanti immunologi hanno pertanto raccomandato una valutazione della capacità funzionale (VCF), che in questo quadro clinico non appare superflua a priori.
Avendo la precedente istanza fondato la capacità lavorativa unicamente sulla perizia e avendo ignorato…