Fatti
Questo caso riguarda un contratto di locazione a canone scalare, in cui il locatore ha notificato un aumento del canone di locazione per la data di scadenza della convenzione di rateizzazione. La controversia verte sul metodo di calcolo applicabile per valutare l'ammissibilità di questo aumento del canone di locazione.
I fatti principali sono i seguenti
- Nel 1977, il locatore ha concluso un contratto di locazione con la conduttrice per un appartamento, con un canone iniziale di 5'742 franchi all'anno.
- Nel 1989, le parti hanno concluso una transazione giudiziaria davanti alla Commissione di conciliazione, fissando un canone scalare di 7'920 franchi dal 1° maggio 1989 al 31 ottobre 1990, e poi di 8'280 franchi dal 1° novembre 1990 al 30 aprile 1992.
- Nel 1991, il locatore ha notificato un nuovo aumento del canone a 11'025 franchi a decorrere dal 1° maggio 1992, data di scadenza della convenzione di rateizzazione.
- La conduttrice ha contestato questo aumento, senza successo presso le istanze cantonali.
- Il locatore ha fatto ricorso al Tribunale federale per ottenere l'annullamento della sentenza cantonale e la fissazione del canone a 11'025 franchi.
Legge
Il Tribunale federale ha respinto il ricorso e confermato la sentenza impugnata, per i seguenti motivi:
In primo luogo, per valutare l'ammissibilità di un aumento del canone nell'ambito di un contratto di locazione a canone scalare, bisogna fare riferimento alla data di scadenza della convenzione di rateizzazione, e non alla data di entrata in vigore dell'ultimo scaglione di canone. Infatti, il canone scalare copre l'insieme dei costi per l'intera durata del contratto di locazione, e le parti hanno accettato questo carattere aleatorio al momento della conclusione del contratto.
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