Fatti
Al ricorrente [X.] viene rimproverato di aver prelevato indebitamente fondi per un importo complessivo di almeno Fr. 298'800.-- dal conto privato della querelante [A.] presso gli sportelli bancomat e di averli utilizzati per scopi propri nel periodo dal 12 febbraio 2007 al 5 luglio 2011. La querelante, una signora anziana, avrebbe consegnato al ricorrente la sua carta bancaria con il relativo codice a tal fine.
Il Tribunale distrettuale di Uster ha condannato il ricorrente per abuso fraudolento professionale di un impianto di elaborazione dati ai sensi dell'art. 147 cpv. 1 e 2 CP a una pena detentiva di 24 mesi, di cui 21 giorni di detenzione computati e il resto sospeso condizionalmente. Inoltre, è stato obbligato a risarcire alla querelante danni per Fr. 253'800.--.
In seguito all'appello del ricorrente nonché del Pubblico Ministero e della querelante, il Tribunale superiore del Cantone di Zurigo ha confermato la sentenza di primo grado per quanto riguarda la colpevolezza, ma ha aumentato la pena detentiva a 36 mesi, di cui 27 mesi sospesi condizionalmente. Il risarcimento danni alla querelante è stato fissato a Fr. 297'800.--.
Legge
Il Tribunale federale respinge il ricorso del ricorrente. Ritiene che le constatazioni dell'istanza precedente sui fatti della causa non siano arbitrarie. Il ricorrente ha utilizzato abusivamente la carta bancomat e il relativo codice della querelante, prelevando denaro oltre il limite del suo potere di prelievo singolo. In tal modo ha indotto in errore l'impianto di elaborazione dati sulla sua autorizzazione, provocando un'operazione di elaborazione dati non corretta, integrando gli estremi del…