Fatti
Il caso riguarda C., un cittadino portoghese che nel 1983 ha fondato la società T. SA con lo scopo di vendere tappi di bottiglia e sughero decorativo. R., di nazionalità svizzera, era l'unico amministratore di T. SA con firma individuale. Sebbene il primo bilancio del 1983 avesse registrato un utile, l'azienda ha rapidamente incontrato difficoltà finanziarie. Nell'luglio 1984, le perdite erano stimate a quasi 100.000 franchi e l'amministratore R. ha avvertito C. della situazione disperata dell'azienda. Nonostante questi avvertimenti, C. ha continuato l'attività senza adottare le misure necessarie, in particolare senza informare il giudice conformemente all'art. 725 cpv. 2 CO. T. SA è stata infine dichiarata fallita l'8 marzo 1985, con un passivo di oltre 200.000 franchi e attivi praticamente nulli.
Il Tribunale correzionale del distretto di Nyon ha condannato C. a 10 giorni di reclusione con la condizionale per bancarotta semplice. La Corte di Cassazione penale del Tribunale cantonale vodese ha respinto il ricorso di C. contro questa condanna.
Legge
Il Tribunale federale respinge il ricorso per nullità presentato da C. La corte cantonale ha correttamente applicato l'art. 165 n. 1 CP relativo alla bancarotta semplice. Sebbene C. abbia fatto sforzi per salvare l'azienda, il suo comportamento colposo ha contribuito ad aggravare la situazione finanziaria di T. SA, pur essendo a conoscenza dell'insolvenza. Nonostante i chiari avvertimenti dell'amministratore R., C. si è ostinato a proseguire l'attività senza adottare le misure necessarie, in particolare senza informare il giudice conformemente all'art. 725 cpv. 2 CO. Questo comportamento può essere…