Fatti

Il Tribunale distrettuale di Meilen condannò il 4 luglio 2016 il resistente X. per plurimo omicidio (art. 112 CP) ai danni dei genitori a una pena detentiva di 20 anni e dispose una misura terapeutica in ambiente chiuso ai sensi dell’art. 59 CP. Inoltre, dispose la confisca dei crediti del resistente nei confronti dei privati 1-3 (fratelli delle vittime) al pagamento di CHF 100'000.– nonché il trasferimento di un appartamento in proprietà per piani in Zurigo.

L’Obergericht del Cantone Zurigo confermò il 15 maggio 2017 la sentenza di colpevolezza e la pena detentiva. Per quanto concerne i valori patrimoniali, decise che il credito di CHF 100'000.– e il diritto al trasferimento dell’immobile dovessero essere utilizzati per la copertura delle spese; un eventuale eccedenza sarebbe stato restituito al resistente.

La Procura generale del Cantone Zurigo propose ricorso in materia penale per l’annullamento di questa decisione e la confisca dei valori patrimoniali a favore del Cantone Zurigo. In via subordinata, chiese la rimessione alla sede di primo grado.

Il Tribunale federale respinse il ricorso, nella misura in cui vi ha dato seguito.

Legge

Il Tribunale federale ha esaminato se i valori patrimoniali del resistente potessero essere confiscati ai sensi dell’art. 70 cpv. 1 CP. La confisca presuppone che i valori patrimoniali siano stati ottenuti mediante un reato o fossero destinati a promuovere o a ricompensare un reato. Inoltre, deve sussistere un nesso causale tra il reato e il valore patrimoniale ottenuto, nel senso che il reato deve costituire la causa essenziale per l’ottenimento del vantaggio. La giurisprudenza richiede che il valore patrimoniale derivi tipicamente dal reato e non solo indirettamente da esso.

Nel caso di specie, il resistente aveva ucciso i genitori, il che aveva comportato la sua indegnità all’eredità ai sensi dell’art. 540 cpv. 1 n. 1 CC. Tuttavia, i privati 1-3 e il resistente avevano stipulato un accordo autenticato da notaio, con cui il resistente rinunciava alla sua qualità di erede e, in cambio, riceveva l’appartamento in proprietà per piani e CHF 100'000.– dall’asse ereditario. Il Tribunale federale ha constatato che tale accordo costituisce un negozio giuridico oggettivamente lecito, che non è in diretto collegamento con il reato. I valori patrimoniali non sono stati ottenuti direttamente mediante i delitti di omicidio, bensì attraverso un negozio giuridico indipendente, che non mirava a eludere l’indegnità all’eredità del resistente, ma a evitare una costosa lite giudiziaria.

La ricorrente sosteneva che il resistente avesse ottenuto la sua potenziale qualità di erede solo grazie ai delitti di omicidio e che, pertanto, sussistesse il nesso causale. Il Tribunale federale ha respinto tale argomentazione, poiché il resistente non aveva ottenuto i valori patrimoniali in virtù…