Fatti

X., cittadino spagnolo nato in Svizzera nel 1985 dove ha sempre vissuto, è stato condannato dal Tribunale di polizia del distretto dell'Est vodese per rapina, violazione della legge sulle armi e contravvenzione alla legge sugli stupefacenti. È stato condannato a una pena detentiva di 12 mesi e gli è stata ordinata l'espulsione dal territorio svizzero per una durata di 5 anni.

X. ha fatto appello contro questa decisione. La Corte d'appello penale del Tribunale cantonale del Canton Vaud ha respinto il suo appello e ordinato il suo mantenimento in detenzione preventiva.

X. ha quindi presentato un ricorso in materia penale al Tribunale federale contro la sentenza del tribunale cantonale, chiedendo principalmente che sia assolto dall'accusa di rapina e condannato a una pena o a un'ammenda.

Legge

Il Tribunale federale ha accolto il ricorso di X. riguardo all'espulsione. Ha ritenuto che fossero soddisfatte le condizioni dell'articolo 66a capoverso 2 del Codice penale svizzero (CP), vale a dire che l'espulsione avrebbe posto X. in una situazione personale grave e che l'interesse pubblico alla sua espulsione non prevaleva sul suo interesse privato a rimanere in Svizzera.

Infatti, X. è nato e ha sempre vissuto in Svizzera, dove risiedono tutti i suoi familiari, in particolare sua madre, sua nonna e i suoi due figli piccoli. Sebbene la sua situazione professionale e finanziaria non sia esemplare, non è emarginato e ha sempre provveduto ai suoi bisogni. La sua espulsione in Spagna, dove non ha alcun legame, lo porrebbe quindi in una…