Fatti

Il 25 novembre 1971, Marco Malé consegnò al meccanico Schudel un assegno postale di Fr. 923.20 per il pagamento di una riparazione automobilistica, affermando in mala fede che l'assegno fosse coperto. Il 7 aprile 1972, riscossè presso l'ufficio postale di Rüschlikon un assegno postale di Fr. 1'000.--, pur sapendo che il suo conto corrente postale aveva un saldo di soli Fr. 1.75.

Il Tribunale distrettuale di Zurigo condannò Malé per truffa reiterata per un importo di Fr. 1'921.45 a una pena detentiva incondizionata di 2 mesi. Il Tribunale superiore del Cantone di Zurigo accolse il ricorso del condannato per quanto riguarda l'incasso dell'assegno presso l'ufficio postale di Rüschlikon. Malé fu condannato per truffa per un importo di Fr. 923.20 a una pena detentiva incondizionata di un mese.

Contro questa sentenza, il Pubblico Ministero del Cantone di Zurigo ha presentato un ricorso di nullità federale chiedendo l'annullamento della sentenza e il rinvio del caso all'istanza inferiore per la dichiarazione di colpevolezza del ricorrente anche in relazione alla truffa a danno della Direzione postale regionale di Zurigo.

Legge

Il Tribunale federale ha stabilito che, secondo il diritto svizzero, per il reato di truffa è necessaria un'induzione in errore dolosa o lo sfruttamento dell'errore, non una semplice menzogna. Vi è dolo quando l'autore impedisce all'ingannato di verificare le dichiarazioni false o prevede, secondo le circostanze, che questi ometta il controllo, oppure quando la verifica non è ragionevolmente esigibile dall'ingannato o comporta particolare fatica.

Nel caso in questione, il cliente del conto postale Malé ha…