Art. 148 CP

1 Chiunque, insolvente o non disposto a saldare il dovuto, ottiene prestazioni di natura patrimoniale utilizzando una carta-chèque, una carta di credito o un analogo mezzo di pagamento, cagionando un danno al patrimonio dell’istituto d’emissione, è punito con una pena detentiva sino a cinque anni o con una pena pecuniaria, se l’istituto d’emissione e l’impresa contraente hanno preso le misure che si potevano ragionevolmente esigere da loro per evitare l’abuso della carta.
2 La pena è una pena detentiva da sei mesi a dieci anni se il colpevole fa mestiere di tali operazioni.

Le sentenze di principio 6

Ordinate secondo il numero di decisioni che le citano a proposito di questo articolo. Sintesi: regesto ufficiale.

  1. 1
    Truffa. 1. Agisce con astuzia chi dissuade la vittima dall'effettuare il controllo delle false indicazioni o presuppone che, date le circostanze, questa si asterrà dall'effettuarlo; altrettanto dicasi del caso in cui un…
    · 18/05/1973 · 16 citazioni Riassunto
  2. 2
    Truffa processuale, astuzia
    · 04/06/1996 · 14 citazioni Riassunto
  3. 3
    Nozione d'astuzia
    · 03/11/1981 · 13 citazioni Riassunto
  4. 4
    Falsità ideologica in documenti
    · 20/05/1994 · 12 citazioni Riassunto
  5. 5
    Abuso di carte-assegno e di carte di credito, condizione oggettiva della punibilità
    · 10/11/1999 · 11 citazioni Riassunto
  6. 6
    Abuso di carte-chèques, applicazione in caso di uso di una carta di garanzia "postcheque", distinzione fra abuso di carte-chèques e truffa
    · 09/05/1996 · 11 citazioni Riassunto

Non pubblicate, ma imprescindibili 1

Sentenze che il TF non ha pubblicato nella raccolta ufficiale, ma che i tribunali citano come sentenze di principio.

  • Check- und Kreditkartenmissbrauch, mehrfache Anstiftung zum Check- und Kreditkartenmissbrauch, gewerbsmässiger Betrug usw.
    · 28/03/2011 · 5 citazioni de

Ultime sentenze del TF

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