Fatti

Il caso riguarda una madre straniera, A., la cui figlia, D., è di nazionalità svizzera. La madre ha richiesto un'autorizzazione di soggiorno in Svizzera per vivere con la figlia. Il padre del minore, un cittadino svizzero, è deceduto. La richiesta della madre è stata respinta dall'ufficio cantonale della migrazione, poi dal tribunale amministrativo del cantone. La madre ha quindi adito il Tribunale federale.

I fatti salienti sono i seguenti: la madre e la figlia vivono in Svizzera dal 2005; la figlia è stata naturalizzata svizzera nel 2007; la madre non ha un legame di parentela con un cittadino svizzero, ma ha un legame stretto con la figlia; la madre ha richiesto un'autorizzazione di soggiorno per vivere con la figlia in Svizzera.

Legge

Il Tribunale federale ha esaminato la richiesta della madre considerando gli articoli 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU) e 13 della Costituzione federale (Cost.). Ha constatato che la madre non aveva diritto a un'autorizzazione di soggiorno in Svizzera in base al diritto federale, ma che poteva invocare l'articolo 8 CEDU per richiedere un'autorizzazione di soggiorno per vivere con la figlia.

Il Tribunale federale ha quindi esaminato le condizioni in cui è possibile rifiutare un'autorizzazione di soggiorno a una persona che invoca l'articolo 8 CEDU. Ha constatato che la decisione di rifiutare un'autorizzazione di soggiorno deve essere fondata su motivi seri e che gli interessi pubblici devono prevalere sugli interessi privati.

Il Tribunale federale ha anche esaminato la…