Fatti

Il 5 ottobre 2001, la SAirGroup AG e la SAirLines AG sono entrate in moratoria. Lo Stato belga, la Société Fédérale de Participations et d'Investissement (S.F.P.I.) SA e la SA Zephyr-Fin, tutti e tre azionisti di Sabena, avevano presentato richieste di crediti per diversi miliardi di franchi. Questi crediti non sono stati ammessi dai liquidatori nel piano di collocazione.

I creditori hanno presentato reclamo contro i provvedimenti di rigetto della collocazione e hanno chiesto che le richieste di credito presentate fossero annotate nel piano di collocazione pro memoria con Fr. 1.- fino alla definizione definitiva della causa da loro intentata in Belgio. Tuttavia, il Tribunale federale ha confermato la competenza dei liquidatori a decidere sulla collocazione.

I creditori hanno presentato una causa presso il Tribunale distrettuale di Zurigo ai sensi dell'art. 250 cpv. 1 LEF contro le masse fallimentari di SAirGroup AG e SAirLines AG. Hanno chiesto la collocazione dei loro crediti nella Terza Classe. Nel procedimento di appello, hanno presentato la sentenza della Cour d'Appel de Bruxelles del 27 gennaio 2011, in cui alcune richieste sono state accolte, altre respinte e la valutazione di ulteriori richieste è stata sospesa fino al completamento dei procedimenti penali pendenti in Belgio.

Legge

Il Tribunale federale ha respinto il ricorso in materia civile. È giunto alla conclusione che la Convenzione di Lugano non costituisce un ostacolo per decidere in Svizzera, in quanto Stato di apertura della procedura concorsuale, sulla collocazione, nemmeno in caso di un procedimento già pendente all'estero contro il debitore in merito a un credito da collocare.

Il Tribunale federale ha spiegato che la procedura di collocazione, in quanto controversia incidentale di esecuzione forzata in una procedura di esecuzione forzata svizzera, deve essere giudicata dalle autorità e dai tribunali svizzeri territorialmente competenti. La sentenza belga non è vincolante…