Fatti
L'associazione Società digitale e diverse persone fisiche si sono rivolte il 31 agosto 2017 al Servizio di informazione dell'esercito (SIC) con richieste di astenersi dalla sorveglianza radio e via cavo, di ordinare ai partecipanti di cessare la loro attività e di stabilire che la sorveglianza radio e via cavo viola i loro diritti fondamentali. Il SIC non ha accolto le richieste, a seguito di che i richiedenti hanno presentato ricorso al Tribunale amministrativo federale.
Il Tribunale amministrativo federale ha respinto il ricorso, in quanto i richiedenti non avevano un interesse meritevole di protezione ai sensi di uno svantaggio particolare. Contro questa decisione, i richiedenti hanno presentato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale.
Legge
Il Tribunale federale accoglie il ricorso e rinvia la questione al Tribunale amministrativo federale per una valutazione sostanziale delle richieste. Esso motiva come segue:
I ricorrenti fanno valere in modo plausibile una violazione dei loro diritti fondamentali protetti dalla CEDU e dalla Costituzione federale. Anche se non sono direttamente individuati come obiettivi della sorveglianza radio e via cavo, esiste il rischio che i loro dati vengano elaborati nell'ambito di queste misure di sorveglianza. In particolare, i professionisti dei media e gli avvocati sono particolarmente colpiti, in quanto le loro comunicazioni riservate sono protette.
Poiché i ricorrenti non hanno la possibilità di venire a conoscenza di specifiche misure di sorveglianza radio e via cavo che li riguardano, dipendono dal poter far verificare la conformità dell'intero sistema di sorveglianza…