Fatti
Il caso riguarda la questione della compensazione dei contributi personali dei lavoratori autonomi nell'Assicurazione Vecchiaia e Superstiti (AVS). Il ricorrente, un lavoratore autonomo, si oppone alla procedura adottata dalla Cassa di compensazione nel calcolo del suo reddito soggetto a contributi per gli anni 1979 e 1980.
Secondo la Legge federale sull'Assicurazione Vecchiaia e Superstiti (LAVS), dal reddito derivante da attività lucrativa indipendente viene riscosso un contributo del 9,4%. Questo reddito soggetto a contributi viene determinato ai sensi dell'art. 9 cpv. 2 LAVS, detraendo dal reddito lordo varie deduzioni. A differenza dell'imposta federale diretta, i contributi personali dei lavoratori autonomi non possono essere dedotti nell'AVS.
Il ricorrente sostiene che il reddito soggetto a contributi dei lavoratori autonomi dovrebbe essere determinato non dalle Casse di compensazione, ma dalle autorità fiscali. Di conseguenza, spetterebbe anche alle autorità fiscali annullare la deduzione dei contributi ammessa nell'imposta federale diretta e procedere alla compensazione dei contributi ai fini dell'AVS.
Legge
Il Tribunale federale respinge questo argomento. Esso chiarisce che, secondo la legge, il compito di fissare i contributi spetta alle Casse di compensazione, le quali utilizzano le informazioni fornite dalle autorità fiscali sul reddito e il capitale proprio come base. Le Casse di compensazione devono quindi considerare autonomamente le deviazioni specifiche dell'AVS rispetto all'imposta federale diretta, in particolare la compensazione dei contributi personali dei lavoratori autonomi.
Il Tribunale federale spiega che lo scopo della compensazione è quello di annullare la deduzione dei contributi personali ammessa a fini fiscali, ma non consentita ai fini dell'AVS. Possono essere compensati solo i contributi che sono stati fissati in modo definitivo, cioè decisi o fatturati negli anni di…