Fatti

L'appellante è stato condannato dalla Corte d'Assise come coautore dell'incendio doloso aggravato ai sensi dell'art. 221 cpv. 2 CP e allo stesso tempo come istigatore di questo crimine. Il caso riguarda un incendio doloso in una baracca, in cui l'appellante prese l'iniziativa, elaborò il piano per l'azione, distribuì i ruoli e impartì istruzioni a suo fratello Gottfried sull'esecuzione.

L'incendio si diffuse molto rapidamente e mise in pericolo gli abitanti alloggiati nelle ali laterali, alcuni dei quali stavano già dormendo. La Corte d'Assise ha stabilito che l'appellante era a conoscenza di questo concreto pericolo per l'incolumità e la vita degli abitanti.

Legge

Il Tribunale federale ha confermato la condanna dell'appellante come coautore. Ciò che conta non è la partecipazione all'atto esecutivo, ma l'entità della volontà colpevole. L'appellante ha partecipato in modo determinante all'organizzazione e alla preparazione dell'atto e ha svolto un ruolo di primo piano come autore intellettuale del piano.

Per quanto riguarda l'istigazione, il Tribunale federale è giunto alla conclusione che essa è assorbita nell'ambito della coautoria e che pertanto non è necessaria una punizione separata. Un concorso tra coautoria e istigazione…