Fatti
Nel presente caso si tratta del diritto di un assicurato a prestazioni della previdenza professionale più ampia presso la Cassa pensioni Migros. La Cassa pensioni aveva rifiutato le prestazioni oltre il minimo legale, in quanto l'assicurato, all'atto dell'adesione alla Cassa, non avrebbe dichiarato completamente il suo stato di salute.
L'assicurato soffriva già all'ingresso nella Cassa pensioni di vari disturbi psichici e psicosomatici, che tuttavia non aveva dichiarato. La Cassa pensioni ha quindi fatto valere una violazione dell'obbligo di dichiarazione e voleva erogare solo le prestazioni minime di legge.
Il Tribunale federale è tuttavia giunto alla conclusione che la Cassa pensioni ha perso il diritto di invocare la violazione dell'obbligo di dichiarazione, in quanto ha superato il termine di quattro settimane previsto per analogia all'art. 6 LCA.
Legge
Il Tribunale federale ha spiegato che la violazione dell'obbligo di dichiarazione e le sue conseguenze devono essere valutate in base alle pertinenti disposizioni statutarie o regolamentari dell'istituto di previdenza. Se gli statuti o il regolamento tacciono in merito, la valutazione deve avvenire per analogia ai sensi degli art. 4 e segg. LCA.
Nel caso di specie, gli statuti della Cassa pensioni disciplinavano sì l'obbligo di dichiarazione e le conseguenze della sua violazione, ma erano lacunosi in quanto non prevedevano alcun termine per far valere…