Fatti

Il caso riguarda il ritrovamento di un gran numero di monete d'oro del XVIII secolo in un magazzino da demolire. Il falegname Max Vogelsang, incaricato della demolizione, si appropriò delle monete e ne vendette una parte attraverso suo cognato Alfred Baumann alla Aargauische Hypotheken- und Handelsbank (AHH). La ricorrente Luise Schellenberg, proprietaria del magazzino, ha citato in giudizio l'AHH per la restituzione delle monete o il pagamento del ricavato.

Il Tribunale federale doveva innanzitutto chiarire se le monete trovate fossero un tesoro o un ritrovamento ordinario. È giunto alla conclusione che si trattava di un tesoro ai sensi dell'art. 723 CC. Ha inoltre constatato che il magazzino doveva essere considerato parte integrante del fondo e non una semplice costruzione mobile. Di conseguenza, il tesoro spettava in linea di principio alla proprietaria del fondo, ovvero alla ricorrente.

Tuttavia, era decisivo il fatto che il magazzino fosse stato affidato a Vogelsang per essere demolito e ricostruito altrove. Pertanto, le monete in esso nascoste dovevano essere considerate cose affidate ai sensi dell'art. 933 CC. La convenuta AHH poteva quindi acquisire la proprietà in buona fede delle monete a lei vendute, a condizione che avesse applicato la diligenza richiesta dalle circostanze.

Legge

Il Tribunale federale è giunto alla conclusione che l'AHH avesse agito in buona fede nell'acquisto delle monete. Di norma, non si può pretendere da una banca che, in operazioni commerciali abituali come l'acquisto di vecchie monete d'oro, svolga indagini sulla affidabilità del cliente o sull'origine degli oggetti di valore. Solo in presenza di particolari circostanze che suscitino dubbi o sospetti, incombe su di essa un…