Fatti
Parti e svolgimento del procedimento: Il ricorrente X. (agente di cambio e corriere di denaro professionista) è stato condannato dal Tribunale distrettuale di Zurigo il 30 aprile 2001 per negligenza nelle operazioni finanziarie (art. 305ter cpv. 1 CP). L’Alta Corte del Cantone di Zurigo ha confermato la sentenza il 27 marzo 2002 e lo ha condannato a una pena detentiva condizionale di 8 mesi nonché al pagamento di un’indennità sostitutiva di 10.000 CHF a favore dello Stato. X. ha proposto ricorso di nullità federale dinanzi al Tribunale federale, respinto il 27 ottobre 2003.
Fatto: Tra il 1995 e il 1996, X. ha trasportato in circa 20 viaggi denaro contante per un valore complessivo di circa 13 milioni di CHF da Londra in Svizzera. Il denaro proveniva da un coimputato Z., che ricopriva la carica di amministratore delegato e azionista di maggioranza della A. SA. X. ha cambiato il denaro in Svizzera in franchi svizzeri, lo ha versato su un conto bancario da lui controllato e lo ha poi trasferito secondo le istruzioni di [Z.], sia su conti della A. SA che a terzi. X. non conosceva l’identità dei beneficiari economici dei fondi e non ha effettuato le relative verifiche. Si è limitato ad accettare le dichiarazioni di [Z.], secondo cui si trattava di denaro di un gruppo ebraico, di capitali in fuga fiscale o provenienti da alberghi o casinò. X. ha ricevuto per i suoi servizi provvigioni pari al 3–3,5% dell’importo trasportato.
Legge
Cerchia di autori ai sensi dell’art. 305ter cpv. 1 CP: Il ricorrente ha eccepito di non rientrare nella cerchia di autori dell’art. 305ter cpv. 1 CP, poiché aveva svolto unicamente l’attività di corriere di denaro. Il Tribunale federale ha respinto tale eccezione e confermato che X., alla luce delle sue attività complessive – in particolare il cambio del denaro, il versamento su un proprio conto e il successivo trasferimento –, andava qualificato come prestatore di servizi finanziari. La sua attività rientrava pertanto nell’ambito del settore finanziario, disciplinato dall’art. 305ter CP. La cerchia di autori non comprende solo le banche, ma anche altre categorie professionali come fiduciari, consulenti finanziari o corrieri di denaro, purché esercitino professionalmente operazioni finanziarie. L’attività professionale deve essere attribuibile al settore finanziario, circostanza che nel caso di specie è stata confermata alla luce della rubrica dell’articolo («Negligenza nelle operazioni finanziarie») e della successiva concretizzazione da parte della LRD.
Violazione dell’obbligo di diligenza: X. ha sostenuto che, nel 1995, l’obbligo di verificare con la dovuta diligenza l’identità del beneficiario economico non era ancora altrettanto consolidato come in seguito. Inoltre, si sarebbe basato sulle informazioni del suo committente [Z.] e avrebbe presentato una garanzia di inoffensività. Il Tribunale federale ha respinto tali argomentazioni. L’obbligo di identificazione sussiste indipendentemente dall’origine dei fondi e si applica anche ai patrimoni «puliti». X., in qualità di corriere di denaro professionista che in breve tempo trasportava ingenti somme, avrebbe almeno dovuto farsi presentare documenti attestanti l’identità dei beneficiari economici. L’accettazione della semplice affermazione di [Z.] secondo cui egli conosceva i beneficiari non era sufficiente. La sentenza di primo grado aveva inoltre accertato che X. non aveva verificato l’identità con la dovuta diligenza.
Punibilità delle provvigioni in qualità di vantaggio patrimoniale: X. ha contestato che le provvigioni potessero essere considerate come vantaggio patrimoniale ottenuto mediante un reato ai sensi dell’art. 59 n. 1 cpv. 1 CP e quindi confiscabili. Egli ha sostenuto che i trasporti di denaro erano stati legittimi e che le provvigioni erano state corrisposte come compenso per tale servizio. Il Tribunale…