Fatti
Il ricorrente [A.] è stato arrestato il 26 gennaio 2017 dalla Procura del Cantone di Berna per crimini contro l'umanità, eventualmente altri crimini ancora da determinare. Il 28 gennaio 2017, il Tribunale regionale delle misure coercitive del Giura bernese-Seeland ha ordinato la custodia cautelare fino al 25 aprile 2017. Il 3 febbraio 2017, la Procura federale (BA) ha assunto l'inchiesta penale. La custodia cautelare è stata successivamente prorogata fino al 25 luglio 2017. Con richiesta del 21 luglio 2017, la Procura federale ha chiesto al Tribunale cantonale delle misure coercitive del Cantone di Berna la proroga della custodia cautelare per altri tre mesi fino al 25 ottobre 2017. La richiesta di proroga della custodia è stata accolta con decisione del 31 luglio 2017. Con decreto del 29 agosto 2017, la Camera dei reclami del Tribunale penale federale ha respinto il ricorso di [A.] contro questa proroga.
Legge
Il Tribunale federale esamina se, sulla base dei risultati investigativi finora ottenuti, esistano sufficienti indizi concreti di un crimine o delitto e della partecipazione del ricorrente a tale atto, in modo che le autorità giudiziarie abbiano potuto affermare l'esistenza di un sospetto grave con motivi ragionevoli. Il Tribunale federale, nella sua sentenza del 16 agosto 2017, ha affermato l'esistenza di un sospetto grave, in quanto dal rapporto ONU sulla tortura e dal rapporto del Relatore speciale ONU sulle esecuzioni straordinarie, arbitrarie o sommarie emergono indizi concreti di un approccio sistematico contro la popolazione civile in Gambia. Anche se la Procura federale sta ancora indagando intensamente, esistono già al momento attuale elementi di sospetto concreti che giustificano il proseguimento della custodia cautelare.
Per…