Fatti

In questo caso si trattava della pretesa a prestazioni di invalidità della previdenza professionale. Il ricorrente era al 100% incapace al lavoro nella sua attività abituale a causa di problemi al ginocchio a partire da ottobre 1992. Tuttavia, dal febbraio 1993 alla fine del 1994 era nuovamente pienamente capace di lavorare in attività leggere a carico variabile. Successivamente era impiegabile solo al 50%. L'istituto di previdenza sosteneva che il nesso temporale tra l'incapacità lavorativa durante il rapporto previdenziale e l'invalidità sopravvenuta in seguito fosse interrotto, poiché il ricorrente era stato pienamente capace di lavorare per più di un anno.

Legge

Il Tribunale federale ha affermato che per il sopraggiungere dell'incapacità lavorativa ai sensi dell'art. 23 lett. a LPP è determinante la perdita di capacità funzionale nell'attività abituale. Il nesso temporale con l'invalidità sopravvenuta in seguito, invece, si valuta in base alla capacità lavorativa in un'attività ragionevolmente esigibile adeguata all'impedimento di salute. Tuttavia, tali attività devono consentire il conseguimento di un reddito che escluda il diritto a una rendita rispetto all'attività abituale.

Nel caso di specie, il ricorrente era stato pienamente capace di lavorare per…