Fatti

Il 23 ottobre 2002, è avvenuto un conflitto fisico tra l'imputato e una terza persona nel mercato di auto usate a Schlieren. L'imputato è stato arrestato il 30 ottobre 2002 e si è presentato con una falsa identità, quella di suo fratello, fornendo i suoi dati personali. Ciò ha portato a che suo fratello fosse ingiustamente sospettato e interrogato dalla polizia il 21 ottobre 2003.

La corte cantonale ha assolto l'imputato dalle accuse di denuncia calunniosa, ritenendo che il suo comportamento non costituisse un'accusa verbale ai sensi dell'articolo 303, comma 1, del Codice penale svizzero (CP). La procuratrice generale del cantone di Zurigo ha presentato appello contro questa decisione, sostenendo che il comportamento dell'imputato costituiva una denuncia calunniosa indiretta per machinationi, ai sensi dell'articolo 303, comma 2, CP.

Legge

La Corte di cassazione ha esaminato d'ufficio e liberamente tutte le questioni di diritto federale che si ponevano nell'ambito dei punti attaccati del dispositivo della decisione dell'ultima istanza cantonale. Ha considerato che il fatto di presentarsi con una falsa identità durante un arresto e poi durante un interrogatorio della polizia realizzava il reato di denuncia calunniosa indiretta previsto all'articolo 303, comma 1, del CP.

La Corte ha ritenuto che il comportamento dell'imputato, che consisteva nel presentarsi con la falsa identità di suo fratello, costituiva una machinatione astuta ai sensi dell'articolo 303, comma 2, CP. Questa machinazione aveva lo scopo di distogliere i sospetti dalla sua persona e di dirigerli…