Fatti

Parti e svolgimento del procedimento:

La ricorrente è il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC), rappresentato dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM). La resistente è la [A. SA] , un’impresa che gestisce la centrale idroelettrica ad acqua fluente [A.] sul Reno Superiore. Si tratta di una centrale di confine con una quota del 50 % di sovranità della Svizzera e della Germania. Le concessioni di entrambi i Paesi sono scadute il 10 ottobre 2020 e la centrale viene gestita in base a autorizzazioni temporanee.

Fatto:

Il 27 aprile 2005 la [A. SA] ha presentato una domanda di rinnovo della concessione. Con decisioni del 10 ottobre 2017 e del 7 novembre 2017, l’Ufficio federale dell’energia ha disposto che, nell’ambito degli studi ambientali per il rinnovo della concessione, dovessero essere esaminati, pianificati e proposti interventi di risanamento della migrazione dei pesci e del regime dei sedimenti. Il 5 ottobre 2020 la [A. SA] ha presentato domande per il risarcimento anticipato delle spese di progettazione per gli anni 2014-2018, chiedendo un rimborso di Fr. 130'665.89 (regime dei sedimenti) e Fr. 1'203'427.46 (migrazione dei pesci).

L’UFAM ha disposto con decisioni del 1° dicembre 2020 e dell’8 dicembre 2020 un rimborso pari al 50 % delle spese richieste, poiché l’art. 34 LEne prevede il rimborso integrale solo per le centrali idroelettriche interne. La [A. SA] ha proposto ricorso al Tribunale amministrativo federale, che ha annullato le decisioni e disposto il rimborso integrale. Il DATEC/UFAM ha quindi presentato ricorso al Tribunale federale.

Argomenti delle parti:

  • Il DATEC/UFAM ha sostenuto che il rimborso integrale ai sensi dell’art. 34 LEne si applica solo alla quota di sovranità svizzera, poiché le centrali di confine sono soggette anche al diritto tedesco a interventi di risanamento e una ripartizione a metà del risanamento non sarebbe possibile a causa dell’indivisibilità del corso d’acqua.
  • La [A. SA] ha fatto valere che l’art. 34 LEne prevede chiaramente il rimborso integrale senza alcuna distinzione tra centrali interne e di confine. L’obbligo di risanamento sarebbe fondato unicamente sulle disposizioni svizzere e una riduzione della quota estera non sarebbe giustificata.

Legge

Ricettività del ricorso:

Il Tribunale federale ha esaminato d’ufficio la competenza e i presupposti di ammissibilità del ricorso. Il ricorso del DATEC/UFAM è ammissibile come ricorso in materia di diritto pubblico, poiché si rivolge contro una sentenza definitiva del Tribunale amministrativo federale e non sussistono motivi di esclusione. Il Dipartimento è legittimato a proporre ricorso poiché la questione riguarda l’ambito del diritto dell’energia. Il ricorso è stato presentato nei termini e in forma corretta.

Obblighi di diritto internazionale e loro rilevanza:

Il DATEC/UFAM ha sostenuto che la Svizzera e la Germania hanno assunto obblighi di diritto internazionale per la protezione del Reno, che richiedono un risanamento integrale della centrale di confine. Il Tribunale federale ha esaminato se tali obblighi influenzino l’interpretazione dell’art. 34 LEne. Ha constatato che i trattati internazionali rilevanti (Convenzione di protezione del Reno e Accordo del 1879) contengono unicamente obiettivi per gli Stati contraenti e non attribuiscono diritti o obblighi diretti ai privati. Inoltre, tali trattati non sono «self-executing», sicché non possono essere opposti alla resistente. Le prescrizioni di diritto internazionale non forniscono quindi indicazioni per l’interpretazione dell’art. 34 LEne nel rapporto interno.

Interpretazione dell’art. 34 LEne:

Il Tribunale federale ha esaminato l’interpretazione dell’art. 34 LEne secondo i metodi riconosciuti (interpretazione letterale, storica, teleologica e sistematica).

Interpretazione letterale: Il testo di legge prevede che al titolare di un impianto idroelettrico siano «rimborsate le spese integrali per gli interventi ai sensi dell’art. 83a LPAc o dell’art. 10 LFSP». Il testo non distingue tra centrali interne e di confine. Tuttavia, la norma lascia spazio a diverse interpretazioni per le centrali di confine, poiché non è chiaro se gli interventi ai sensi dell’art. 83a LPAc o dell’art. 10 LFSP comprendano anche la quota di sovranità estera.

Interpretazione storica: I materiali legislativi mostrano che il legislatore federale ha introdotto il rimborso integrale delle spese soprattutto per tutelare i diritti acquisiti. In tale contesto non rilevava se fosse in corso una concessione o se si trattasse di un rinnovo della concessione. Il legislatore intendeva risarcire integralmente tutti i titolari di impianti idroelettrici per interventi di risanamento nei settori delle oscillazioni di livello, del regime dei sedimenti e della migrazione dei pesci. Nel processo legislativo non è stata discussa alcuna riduzione della quota estera.

Interpretazione teleologica: Il legislatore ha perseguito con il rimborso integrale l’obiettivo di creare un incentivo finanziario per l’attuazione tempestiva di interventi di risanamento, al fine di contrastare il declino delle popolazioni ittiche. Tale finalità depone a favore…