Fatti
Parti e svolgimento del procedimento:
Il ricorrente [A.] (nato nel 2008) è figlio della resistente 1 [B.] (nata nel 1988) e del resistente 2 [C.] (nato nel 1986), entrambi di nazionalità portoghese. I genitori non erano mai stati sposati. Dopo la separazione dei genitori, [A.] visse inizialmente con la madre, finché questa, nel 2015, a causa di condizioni di vita precarie e di una carente capacità educativa, non fu più in grado di prendersi cura dei figli. Pertanto, [A.] e sua sorella uterina [E.] (nata nel 2011) vennero affidati dalla Autorità di protezione dei minori e degli adulti (APMA) di Dietikon prima provvisoriamente e poi definitivamente a una famiglia affidataria. Nel 2017 l’APMA revocò alla madre il diritto di determinare il domicilio del minore e dispose l’affidamento definitivo di [A.] alla famiglia affidataria [F.] a [X.] (BE).
La madre propose ricorso contro tale decisione dinanzi al Consiglio distrettuale di Dietikon, che confermò la revoca del diritto di determinare il domicilio del minore. Successivamente, ella propose ricorso dinanzi alla Corte d’appello del Cantone di Zurigo, la quale, con sentenza del 2 marzo 2021, revocò il diniego del diritto di determinare il domicilio del minore alla madre e dispose il rientro di [A.] presso di lei a decorrere dal 14 agosto 2021. Contro tale sentenza il ricorrente propose ricorso dinanzi al Tribunale federale.
Evoluzione del fatto:
I genitori si separarono poco dopo la nascita di [A.] . La madre viveva in condizioni sociali e finanziarie difficili ed era oberata dal compito di educare i figli. Nel 2015, a seguito di una situazione di crisi, [A.] ed [E.] vennero affidati alla famiglia affidataria [F.] . La madre accettò inizialmente tale misura, ma in seguito rifiutò un rientro.
Nel 2017 la madre chiese il rientro dei figli, ma la sua domanda venne respinta. L’APMA di Dietikon revocò il suo diritto di determinare il domicilio del minore e confermò l’affidamento extrafamiliare. Una perizia psicologica del 2018 concluse che la madre, a causa della sua limitata capacità educativa, non era in grado di prendersi adeguatamente cura dei figli.
Nel corso degli anni la situazione della madre è migliorata sia dal punto di vista privato che professionale. Le regolamentazioni degli incontri sono state gradualmente allentate e [A.] ha sviluppato un legame stretto con i suoi genitori. La Corte d’appello ha concluso che il pericolo originario per il benessere del minore non sussiste più e che un rientro corrisponde ora al suo interesse superiore.
Il ricorrente ha contestato tale valutazione, sostenendo che la madre non sarebbe ancora in grado di prendersi cura di lui in modo adeguato e che un rientro metterebbe in pericolo il suo benessere. Egli ha chiesto la conferma della revoca del diritto di determinare il domicilio del minore alla madre.
Legge
Ricettività del ricorso:
Il Tribunale federale verifica d’ufficio la ricettività del ricorso. Il ricorrente è rappresentato legalmente dalla sua rappresentante dei minori ed è quindi capace di agire in giudizio. Il ricorso è diretto contro una sentenza definitiva della Corte d’appello in una materia di diritto pubblico con riferimento al diritto civile ed è stato proposto tempestivamente. Il Tribunale federale ritiene che il ricorrente abbia un interesse degno di protezione alla revoca o alla modifica della decisione impugnata. Il Tribunale federale non entra nel merito delle richieste con cui il ricorrente chiede la conferma esplicita di varie pronunce della Corte d’appello.
Esame delle decisioni discrezionali della precedente istanza:
Nell’esaminare le misure di protezione dei minori, in particolare la revoca del diritto di determinare il domicilio del minore e l’affidamento extrafamiliare, il Tribunale federale dispone di un potere di controllo limitato. Esso interviene solo se la precedente istanza si è discostata ingiustificatamente da principi giuridici riconosciuti, ha trascurato circostanze rilevanti ai fini della decisione o la decisione appare manifestamente iniqua o ingiusta. La precedente istanza ha valutato in modo esaustivo il fatto ed è partita dalle circostanze accertate. Il ricorrente non ha potuto dimostrare che le valutazioni del fatto fossero arbitrarie o manifestamente errate.
Interesse superiore del minore come criterio decisivo:
L’interesse superiore del minore costituisce il criterio decisivo per la valutazione delle misure di protezione dei minori. La revoca del diritto di determinare il domicilio del minore e l’affidamento extrafamiliare sono ammissibili solo se l’interesse superiore del minore è minacciato dai genitori e non sono sufficienti misure meno incisive. La precedente istanza ha constatato che il pericolo originario per l’interesse superiore del minore non sussiste più. La madre si è stabilizzata negli ultimi anni e il legame tra [A.] e i suoi genitori è intatto. La perizia del 2018, che attestava alla madre una capacità educativa limitata, è stata considerata non più attuale, poiché le condizioni di vita della madre sono notevolmente migliorate da allora. La precedente istanza ha inoltre constatato che, a seguito…