Fatti
La ricorrente, [A. SA] , agisce in nome proprio e funge da mandataria dei proprietari della particella 2200 del comune di Vandoeuvres (Ginevra). Il 28 ottobre 2016 ha depositato, per conto dei proprietari, una terza versione di un progetto che prevede la demolizione di una villa e la costruzione di quattro ville a schiera.
Con decisione del 16 gennaio 2017, il Dipartimento del territorio della Repubblica e Cantone di Ginevra ha rilasciato l'autorizzazione globale DD 109'039-1, con riserva del rispetto dei preavvisi.
Con sentenza del 7 marzo 2018, il Tribunale amministrativo di primo grado ha riunito i ricorsi presentati dal comune di Vandoeuvres e da cinque vicini, dichiarato inammissibile il ricorso di uno dei vicini e respinto gli altri. Con sentenza del 4 dicembre 2018 (ATA/1304/2018), la Camera amministrativa della Corte di giustizia ha accolto i ricorsi del comune e di quattro vicini e annullato l'autorizzazione a costruire.
La ricorrente ha adito il Tribunale federale con un ricorso in materia di diritto pubblico, chiedendo l'annullamento della sentenza cantonale e il rinvio della causa. L'autorità precedente si è rimessa al giudizio del Tribunale, il dipartimento ha chiesto l'accoglimento del ricorso e gli intimati ne hanno chiesto la reiezione. Il ricorso verte sulla ricevibilità, non essendo stata esaminata la questione di merito.
La questione principale è se la ricorrente, semplice mandataria dei proprietari, abbia la legittimazione a ricorrere ai sensi dell'art. 89 LTF, sia nel merito sia per lamentare una violazione del suo diritto di essere sentita.
Diritto
Il Tribunale federale esamina d'ufficio e liberamente la ricevibilità del ricorso. Il ricorso è in linea di principio ricevibile come ricorso in materia di diritto pubblico (art. 82 segg. LTF), dato che non si realizza alcuna eccezione di cui all'art. 83 LTF e che è stato proposto tempestivamente contro una decisione finale dell'ultima istanza cantonale (art. 86 cpv. 1 lett. d, 90 e 100 cpv. 1 LTF).
La legittimazione a ricorrere (art. 89 cpv. 1 LTF) presuppone cumulativamente che il ricorrente abbia partecipato alla procedura anteriore (lett. a), che sia particolarmente toccato dalla decisione impugnata (lett. b) e che abbia un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modifica della stessa (lett. c). L'interesse deve essere diretto, concreto, pratico o giuridico. Secondo la giurisprudenza, l'architetto ha in linea di principio solo un interesse indiretto ed economico al rilascio di un'autorizzazione a costruire e non ha legittimazione a ricorrere contro il suo rifiuto. Spetta al ricorrente allegare i fatti che fondano la sua legittimazione a ricorrere (art. 42 cpv. 1 LTF).
Nel caso di specie, la ricorrente invoca unicamente la sua qualità di parte nella procedura cantonale (art. 89 cpv. 1 lett. a LTF) e non motiva le condizioni delle lettere b e c. Il Tribunale federale rileva che la ricorrente non compare né nella sentenza impugnata né nella decisione di autorizzazione come proprietaria, comproprietaria o futura proprietaria della particella; vi figura unicamente come mandataria dei proprietari. In assenza di spiegazioni che permettano di ammettere un pregiudizio particolare e un interesse degno di protezione, la legittimazione a ricorrere nel merito le deve essere negata. La ricorrente non invoca neppure una disposizione che le conferisca un diritto o protegga i suoi interessi, cosicché non può proporre un ricorso costituzionale sussidiario (art. 115 lett. b LTF).
La parte che non ha legittimazione ad agire nel merito può comunque lamentare la violazione dei suoi diritti di parte equivalente a un diniego di giustizia formale, senza poter far valere per questa via mezzi indissociabili…