Fatti

Parti e istanze: Il Cantone San Gallo (Dipartimento della sicurezza e della giustizia, ricorrente) ha promosso azione contro la massa fallimentare di [A.] , rappresentata dall'Ufficio dei fallimenti di Nidwalden (ricorrente). Istanze precedenti erano il Tribunale cantonale di Nidwalden (azione di rivendicazione di primo grado) e la Corte d'appello del Cantone di Nidwalden, Sezione civile (sentenza del 20 settembre 2018, ZA 18 1).

Procedimento penale: Il Ministero pubblico di San Gallo ha sequestrato il 28 giugno 2005 l'appartamento in proprietà per piani [C.] (fondo n. www, registro fondiario [U.] ) unitamente a due cartelle ipotecarie da Fr. 100'000.--ciascuna. [A.] era proprietaria. Il Tribunale distrettuale di San Gallo ha condannato [B.] il 13 dicembre 2007 per reati patrimoniali e ha assolto [A.] ; il fondo e le cartelle ipotecarie sono stati confiscati in base all'art. 70 CP e destinati alla realizzazione. [B.] è deceduto il 27 ottobre 2008. Il fallimento di [A.] è stato aperto l'11 maggio 2009. Il Tribunale cantonale di San Gallo, quale istanza d'appello, ha stralciato il procedimento contro [B.] con sentenza del 14 dicembre 2009, confermando l'assoluzione e la confisca con realizzazione; la sentenza è passata in giudicato.

Realizzazione: Il Ministero pubblico ha chiesto il 31 dicembre 2009 all'Ufficio dei fallimenti di Nidwalden di procedere alla realizzazione tramite il suddetto ufficio; le cartelle ipotecarie dovevano essere cancellate e il ricavato, dedotti i diritti di pegno immobiliare e le spese, doveva essere versato alla cassa dello Stato di San Gallo. Il 4 maggio 2011 l'Ufficio ha realizzato l'immobile per Fr. 915'437.65. Dedotti emolumenti, spese e diritti di pegno immobiliare (Banca [D.] Fr. 229'962.70) e il ricavato delle cartelle ipotecarie (Fr. 226'750.-- versati al Ministero pubblico), è rimasto un ricavato netto di Fr. 418'726.65. Il ricavato delle cartelle ipotecarie è stato trasferito alla cassa dello Stato l'11 luglio 2011; il residuo è stato trasferito sul conto generale del fallimento il 27 ottobre 2011. Il 2 novembre 2012 sul conto fallimentare erano ancora disponibili Fr. 150'104.07.

Procedimento: Il Cantone ha chiesto il 22 novembre 2012 la separazione del ricavato di circa Fr. 400'000.--, e il 2 dicembre 2015 nuovamente la restituzione di Fr. 418'726.65. L'Ufficio dei fallimenti ha respinto la richiesta di separazione il 9 dicembre 2015 (art. 242 LEF) fissando un termine di 20 giorni per l'azione. Il Cantone ha proposto l'azione di rivendicazione il 28 dicembre 2015 (art. 242 cpv. 2 LEF). Il Tribunale cantonale di Nidwalden ha accolto l'azione il 28 aprile 2017. Su appello della massa fallimentare, la Corte d'appello ha annullato la sentenza il 20 settembre 2018 e ha respinto l'azione: a seguito della compensazione del conto Rubrik e del trasferimento sul conto fallimentare si sarebbe verificata una commistione delle somme di denaro, per cui nessun importo poteva più essere individualizzato e separato. Eventuali pretese di risarcimento contro l'Ufficio dei fallimenti dovevano essere fatte valere nella procedura di responsabilità dello Stato (art. 5 LEF).

Conclusioni davanti al Tribunale federale: Il Cantone (ricorso in materia civile del 13 febbraio 2019) ha chiesto l'annullamento della sentenza cantonale e la condanna della massa fallimentare al pagamento di Fr. 418'726.65, in via subordinata Fr. 150'009.87 rispettivamente Fr. 115'795.52, in via ulteriormente subordinata il rinvio. La ricorrente ha chiesto il rigetto, in via subordinata l'inammissibilità.

Diritto

Ammissibilità: Si tratta di una causa in materia di esecuzione e fallimento (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF). Il ricorso in materia civile è dato (art. 74 cpv. 1 lett. b, art. 75 cpv. 1 LTF). Il Cantone soccombente è legittimato (art. 76 cpv. 1 lett. b LTF). Può essere fatta valere la violazione del diritto federale (art. 95 lett. a LTF); la violazione di diritti costituzionali soggiace al rigoroso principio della allegazione. Il Tribunale federale pone a base il accertamento dei fatti della precedente istanza (art. 105 LTF).

Quadro giuridico della confisca e della separazione: Secondo l'art. 44 LEF, la realizzazione di beni sequestrati penalmente è disciplinata dalle pertinenti disposizioni federali o cantonali; ciò vale anche per la confisca secondo l'art. 70 CP, che prevale sul pignoramento, sul sequestro fallimentare e sul sequestro conservativo (DTF 126 I 97). Nella confisca in natura i valori patrimoniali passano direttamente nel potere di disposizione dello Stato mediante la sentenza di confisca; le regole della LEF non sono applicabili (DTF 139 III 44, 142 III 174). Le pretese sostitutive secondo l'art. 71 CP invece sono fatte valere tramite la LEF. La separazione secondo l'art. 242 LEF riguarda soltanto la questione se un oggetto sia soggetto al pignoramento fallimentare; essa corrisponde funzionalmente alla procedura di opposizione (art. 106 segg. LEF).

Effetto della sentenza di confisca: La sentenza penale passata in giudicato del 14 dicembre 2009 ha già escluso il fondo e le cartelle ipotecarie dalla massa fallimentare prima della realizzazione. Lo Stato, in quanto avente diritto alla confisca, non è un terzo rivendicante ai sensi dell'art. 107 cpv. 5 LEF e pertanto non può agire per la via dell'azione di opposizione o di rivendicazione (BlSchK 1972 pag. 20). L'art. 44 LEF limita l'ambito di applicazione della procedura di rivendicazione: essa non trova applicazione per valori patrimoniali che non appartengono alla massa fallimentare ai sensi dell'art. 197 segg. LEF.

Argomento del surrogato respinto: Il Cantone si è richiamato alla DTF 122 III 436, secondo cui la controprestazione per un patrimonio di terzi alienato dall'amministrazione fallimentare cade nella massa e può essere rivendicata. Questo caso non ricorre: l'Ufficio dei fallimenti non ha venduto beni altrui soggetti al fallimento, ma beni che già con la sentenza di confisca si trovavano al di fuori della massa…