Fatti

La ricorrente (la moglie), rappresentata da un avvocato, e il convenuto (il marito), rappresentato da un'avvocata, si sono sposati nel 1995. Da questa unione sono nati due figli, tra cui una figlia minorenne nata nel 2003. I coniugi vivono separati dall'agosto 2008, in seguito a una convenzione di misure protettive dell'unione coniugale del 15 agosto 2008.

La moglie è stata vittima di un grave incidente nel 1999 e ha ricevuto un indennizzo dall'assicurazione invalidità e da Assurance [E.] .

Nel 2004 i coniugi hanno acquistato in comproprietà, ciascuno per metà, un fondo a [U.] comprendente una villa in costruzione, per un investimento complessivo di 870'204 fr. Nel 2016 la quota di comproprietà del marito è stata venduta all'asta dall'Ufficio di esecuzione del distretto di Nyon per 51'000 fr. La moglie ha esercitato il diritto di prelazione.

Il marito ha proposto una domanda unilaterale di divorzio l'8 giugno 2012. Un notaio incaricato della liquidazione ha depositato un rapporto il 15 luglio 2016, poi un rapporto complementare il 19 aprile 2017. Con sentenza del 5 giugno 2018, il Tribunale civile del circondario de La Côte ha condannato la moglie a versare al marito 244'247 fr. 08. Adita con appello, la Corte d'appello civile del Tribunale cantonale vodese, con sentenza del 14 giugno 2019, ha riformato tale sentenza fissando la somma dovuta a 231'864 fr. 10.

Durante la procedura d'appello, la causa è stata sospesa fino al 31 marzo 2019 per consentire trattative transattive. Il 19 marzo 2019 la moglie ha depositato un atto contenente una conclusione nuova relativa al contributo di mantenimento per la figlia minorenne; il giudice delegato l'ha restituito e poi l'ha dichiarato inammissibile con ordinanza del 16 aprile 2019.

La moglie ha proposto un ricorso in materia civile al Tribunale federale, chiedendo la riforma della sentenza cantonale nel senso di un credito a suo favore di 5'481 fr. 65, di un contributo di mantenimento di 580 fr. al mese per la figlia e di porre a carico del marito le spese giudiziarie e le ripetibili; in subordine, chiede il rinvio della causa. Una domanda di effetto sospensivo è stata respinta.

Principali punti controversi: (1) il valore della quota di comproprietà del marito (prezzo di aggiudicazione o valore venale); (2) la riunione agli acquisti della moglie di 60'000 fr. (onorari di avvocato) e di 346'000 fr. (mantenimento della famiglia) in applicazione dell'art. 208 cpv. 1 CC; (3) l'ammissibilità dell'atto del 19 marzo 2019 alla luce dell'art. 317 CPC.

Diritto

Il Tribunale federale ricorda che il ricorso in materia civile è ammissibile nel caso di specie, poiché il valore litigioso supera 30'000 fr. Esso esamina solo le censure motivate (art. 42 cpv. 1-2 LTF) e può discostarsi dai fatti accertati solo in caso di arbitrio (art. 105 cpv. 2 e 97 cpv. 1 LTF). I fatti nuovi e le prove nuove sono inammissibili salvo le eccezioni dell'art. 99 cpv. 1 LTF; i fatti allegati senza spiegazione di ammissibilità sono quindi scartati. La conclusione volta ad accertare oneri di 3'190 fr. è inammissibile per difetto di motivazione.

Sul valore della quota di comproprietà (art. 211, 214 CC), il valore venale si determina di regola al momento della liquidazione, oppure al giorno dell'alienazione se questa è avvenuta in buona fede (art. 214 cpv. 2 CC per analogia). La determinazione del valore venale è una questione di fatto, esaminata solo sotto il profilo dell'arbitrio, mentre i criteri per determinarlo attengono al diritto. La corte cantonale ha ritenuto che il valore di una sola quota non corrisponde alla metà del valore dell'intero immobile sul mercato e che la sentenza 5C.81/2001 non era trasponibile. La moglie si limita a una critica appellatoria di tali accertamenti e ad allegazioni di malafede del marito, senza indicare con precisione le circostanze che giustificherebbero l'eccezione; tale critica è inammissibile.

Sulla riunione agli acquisti (art. 208 cpv. 1 CC), il coniuge che la chiede deve provare i presupposti (art. 8 CC), mentre il coniuge che contesta una liberalità deve provare il consenso dell'altro. Riguardo agli onorari di 60'000 fr., non occorre stabilire se si tratti di una liberalità, poiché la censura riguarda esclusivamente la valutazione delle prove e si limita a opporre una…