Fatti
A seguito di un mandato di arresto internazionale emesso da un magistrato americano il 12 ottobre 1984 contro il cittadino belga [C.], accusato di truffa per 3,6 milioni di dollari, l'Ufficio federale di polizia (UFP) ha emesso il 16 gennaio 1985 un mandato di arresto in vista dell'estradizione. [C.] è stato arrestato a Ginevra il 14 gennaio 1985 e il mandato di arresto gli è stato notificato il 17 gennaio 1985 dal giudice istruttore del Cantone di Ginevra.
Il 4 febbraio 1985, [C.] ha chiesto la sua liberazione provvisoria dietro cauzione di 150.000 franchi, ma l'UFP ha respinto questa richiesta l'8 febbraio 1985. Il 19 marzo 1985, [C.] ha reiterato la sua richiesta di liberazione provvisoria, che è stata respinta il 26 aprile 1985 dall'UFP, dopo che quest'ultimo aveva concesso l'estradizione di [C.] lo stesso giorno.
[C.] ha impugnato la decisione di rigetto della sua richiesta di liberazione provvisoria davanti alla Camera d'accusa del Tribunale federale.
Legge
La Camera d'accusa ha respinto il ricorso nella misura in cui era ricevibile. Ha ritenuto che la motivazione del ricorso fosse irricevibile nella misura in cui consisteva nel semplice rinvio agli atti depositati presso l'UFP, mentre il ricorso alla Camera d'accusa deve essere depositato e motivato per iscritto.
Nel merito, la Camera d'accusa ha ricordato che la detenzione dell'imputato è la regola nell'ambito di una procedura di estradizione e che la liberazione provvisoria è soggetta a requisiti più rigorosi rispetto alla detenzione preventiva. Ha ritenuto che nel caso di specie non vi fossero ragioni per discostarsi da questa regola…