Fatti

Il cittadino turco A., nato nel 1991, è entrato in Svizzera nel 2006 insieme alla sua famiglia come rifugiato riconosciuto. Tra il 2009 e il 2015 è stato condannato in via definitiva per 17 reati, tra cui rapina, furto, violazione di domicilio e infrazioni alla legge sugli stupefacenti. Di conseguenza, l'Ufficio degli affari interni del Cantone di Appenzello Esterno ha revocato il suo permesso di domicilio e lo ha espulso dalla Svizzera. A. ha presentato senza successo un ricorso fino al Tribunale federale.

Legge

Il Tribunale federale ha esaminato innanzitutto se fossero soddisfatte le condizioni per la revoca del permesso di domicilio ai sensi dell'art. 63 cpv. 1 lett. b della Legge sugli stranieri. È giunto alla conclusione che A., con i suoi numerosi reati, in particolare i delitti di violenza come la rapina, ha gravemente violato la sicurezza e l'ordine pubblico. Inoltre, si è mostrato incapace di ravvedersi e incorreggibile, quindi sono soddisfatti anche i requisiti più severi dell'art. 32 della Convenzione sui rifugiati.

Nella ponderazione degli interessi ai sensi dell'art. 96…