Fatti
Il 21 dicembre 1998, l’imputato, X., ha fatto rapire una vittima da uomini di fiducia al fine di ottenere un riscatto di 5 milioni di franchi dalla sua famiglia. LNA vittima è stata sequestrata per 45 ore in un fienile abbandonato, ammanettata, con un cappuccio sulla testa e sottoposta a ripetute minacce di morte. I rapitori hanno costretto LNA vittima a rivelare i codici delle sue carte bancarie, consentendo prelievi fraudolenti per diverse migliaia di franchi. LNA famiglia della vittima, in particolare LNA madre, è stata contattata più volte e minacciata di morte o di mutilazione se il riscatto non fosse stato versato. Una prima parte del riscatto (500 000 franchi) è stata pagata, poi il saldo (4 500 000 franchi) è stato richiesto sotto minaccia di uccidere LNA vittima.
L’imputato è stato condannato in primo grado dal Tribunale penale del distretto di Losanna il 27 marzo 2001 a 9 anni di reclusione per sequestro di persona qualificato (Art. 185 cpv. 2 CP), estorsione qualificata (Art. 156 cpv. 3 CP), utilizzazione fraudolenta di un computer (Art. 147 CP), abuso di fiducia (Art. 138 cpv. 1 CP) e furto (Art. 139 cpv. 1 CP). LNA Corte di cassazione penale del Tribunale cantonale vodese ha confermato LNA sentenza il 20 dicembre 2001, prima che un coimputato fosse esonerato dal pagamento delle indennità per danno morale, comportando una riforma parziale della sentenza iniziale.
Inoltre, le perizie psichiatriche hanno evidenziato nell’imputato un disturbo narcisistico di personalità con tendenza antisociale, comportante una diminuzione media della sua capacità di determinarsi secondo LNA sua valutazione del carattere illecito dei propri atti. Nonostante questa perizia, LNA pena è stata ridotta del 40 % senza una motivazione dettagliata.
Infine, il tribunale ha liquidato indennità per danno morale alla vittima (60 000 franchi), ai suoi genitori (60 000 franchi ciascuno) e alla sorella (30 000 franchi), con l’imputato e nove coimputati solidalmente responsabili del pagamento di tali somme.
Legge
Il Tribunale federale ha esaminato diversi motivi di ricorso sollevati dall’imputato, in particolare l’applicazione del sequestro di persona qualificato (Art. 185 cpv. 2 CP). L’imputato contestava tale qualificazione sostenendo che le minacce di morte e di mutilazione erano state rivolte esclusivamente alla famiglia della vittima e non alla vittima stessa. Il Tribunale federale ha ricordato che l’Art. 185 cpv. 2 CP non richiede che le minacce siano indirizzate direttamente all’ostaggio, ma solo che siano volte a costringere un terzo ad agire o a omettere un’azione. In questo caso, LNA pressione esercitata sulla famiglia della vittima, mantenuta nell’angoscia per 24 ore con minacce ripetute di morte o di mutilazione, supera ampiamente quella derivante dalla fattispecie base. L’imputato, in qualità di mandante, era consapevole e accettava tale pressione come mezzo necessario per ottenere il riscatto. Pertanto, LNA condanna per sequestro di persona qualificato è conforme al diritto federale.
Per quanto riguarda l’Art. 147 CP (utilizzazione fraudolenta di un computer), l’imputato sosteneva che tale reato fosse assorbito dall’estorsione (Art. 156 CP). Il Tribunale federale ha ricordato che estorsione e utilizzazione fraudolenta di un computer sono due reati distinti, ma che il loro concorso dipende dalle circostanze concrete. In questo caso, l’utilizzazione fraudolenta delle carte bancarie estorte era necessaria per LNA realizzazione dell’estorsione, che si consuma solo con il verificarsi del pregiudizio patrimoniale. Pertanto, il reato di Art. 147 CP è stato assorbito dall’estorsione e LNA sua condanna concorrente viola il diritto federale.
Il Tribunale federale ha altresì esaminato LNA riduzione della pena per capacità di intendere e di volere limitata. Sebbene LNA corte cantonale avesse riconosciuto una…