Fatti
A. - Con un contratto di matrimonio pubblicamente autenticato del 26 maggio 1982, Hans e Anita [G.] scelsero il regime di separazione dei beni invece del precedente regime ordinario di comunione dei beni. Tra l'altro, concordarono che i crediti nei confronti della [Z. AG] e di altre persone giuridiche per un importo totale di Fr. 545'000.-- sarebbero stati trasferiti alla moglie.
B. - Il 16 settembre 1985, Hans e Anita [G.] conclusero un accordo con la [Z. AG] e altre parti interessate per risolvere le controversie esistenti tra di loro. Tra l'altro, la [Z. AG] si impegnò a effettuare un pagamento di Fr. 150'000.-- all'ufficio esecuzioni di Coira per Hans [G.] al fine di soddisfare i suoi creditori esecutivi attualmente noti. Inoltre, la [Z. AG] trasferì a Hans [G.], a un valore di addebito di Fr. 2'350'000.-- e contro l'assunzione delle ipoteche esistenti per un importo di Fr. 1'900'000.-- , l'immobile di Via X a C. In un supplemento del 17 ottobre 1985, le stesse parti concordarono che il suddetto immobile dovesse essere trasferito ad Anita [G.] invece che a Hans G.
C. - Con una denuncia del 11 maggio 1988 contro Anita [G.], T. impugnò questa transazione sulla base dell'art. 288 LEF presso il tribunale distrettuale di Plessur. Il tribunale distrettuale respinse la denuncia il 30 agosto 1988, decisione confermata dal tribunale cantonale dei Grigioni il 7 febbraio 1989.
Legge
2. Il tribunale cantonale ha respinto la denuncia principalmente perché non era presente un atto di carenza di beni definitivo. Il denunciante ritiene che ciò costituisca una violazione del diritto federale, poiché la legge consente un atto di carenza di beni provvisorio e non gli è possibile presentare un atto di carenza di beni definitivo, in quanto è pendente una procedura di opposizione tra lui e la convenuta in merito agli oggetti pignorati nella relativa esecuzione.
a) Secondo la giurisprudenza finora consolidata del Tribunale federale, la presenza di un atto di carenza di beni è un requisito per la legittimazione attiva. In caso di atto di carenza di beni provvisorio, la legittimazione attiva è soggetta a una condizione risolutiva. Se entro la sentenza non viene presentato un atto di carenza di beni definitivo, essa decade. La motivazione risiede nel fatto che l'atto di carenza di beni provvisorio non è in grado di dimostrare inequivocabilmente la perdita del creditore.
b) In via eccezionale, il Tribunale federale ritiene sufficiente un atto di carenza di beni provvisorio quando con l'azione di impugnazione si intende eliminare un diritto di terzi sollevato nell'esecuzione che ha portato a tale atto di carenza di beni provvisorio. In questo caso, non è possibile…