Fatti
[A.] e [B.], entrambi cittadini tedeschi e sposati dal 2014, hanno lavorato in Svizzera con interruzioni nel periodo dal 1983 al 2007. Con decisioni del 22 novembre 2016, la Cassa Svizzera di Compensazione (SAK) ha loro concesso a partire dal 1° novembre 2016 una rendita AVS di Fr. 613.- (marito) e Fr. 172.- (moglie), decisioni confermate con decisioni di opposizione del 4 gennaio 2017.
Il ricorso presentato congiuntamente da [A.] e [B.] è stato respinto dal Tribunale Amministrativo Federale, dopo la riunione dei procedimenti e un secondo scambio di scritti, con decisione del 2 novembre 2017, nella misura in cui vi ha fatto luogo.
[A.] e [B.] hanno presentato ricorso con le principali richieste di diritto di vedersi pagare l'intero saldo AVS con interessi di mora, dedotte le rendite già percepite; in subordine, di ricalcolare le rendite tenendo conto dei periodi assicurativi svizzeri e tedeschi e di versare gli arretrati per le rendite finora pagate in misura insufficiente.
Legge
Il Tribunale Federale respinge il ricorso. Esso afferma che la richiesta di pagamento dell'intero saldo AVS con interessi di mora deve essere respinta per mancanza di base giuridica. I ricorrenti partono dall'errata premessa che il "capitale di previdenza vecchiaia" (contributi AVS versati) sia stato definito dal legislatore come intangibile. Ciò contrasta tuttavia con il fatto che nel campo dell'AVS vige il sistema di ripartizione, e non quello di capitalizzazione, in cui non esiste un capitale di previdenza vecchiaia personale.
Inoltre, la istanza inferiore ha giustamente deciso che il calcolo delle rendite di vecchiaia senza tener conto dei periodi assicurativi maturati in Germania e eventualmente in altri Stati UE è conforme all'Accordo sulla Libera Circolazione e agli atti giuridici dell'Unione…