Fatti

Il ciclista professionista A. è stato accusato dall'UCI per un reato di doping ed è stato condannato dal Tribunale Antidoping dell'UCI a una sospensione di quattro anni e a una multa. A. ha quindi presentato ricorso presso il Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) e ha richiesto l'assistenza giudiziaria.

L'ICAS ha concesso ad A. un importo per le spese di viaggio e alloggio, ma ha respinto la sua richiesta di sostegno finanziario per i costi del procedimento arbitrale e la nomina di un avvocato pro bono. A. ha quindi contestato la competenza del TAS e ha dichiarato l'accordo arbitrale annullato, ma è stato invitato dal TAS a confermare il suo ritiro.

Infine, è stato nominato un avvocato pro bono per A. e il procedimento arbitrale è stato svolto. Il TAS si è dichiarato competente, ha ridotto la multa, ma ha confermato nel complesso la decisione del Tribunale Antidoping dell'UCI.

Legge

Il Tribunale Federale ha respinto il ricorso di A. Ha affermato che l'esclusione dell'assistenza giudiziaria gratuita statale nel procedimento arbitrale non impedisce alle parti o all'istituzione arbitrale di prevedere altre soluzioni per consentire un procedimento arbitrale nonostante l'indigenza di una parte. Poiché nel caso in questione A. era rappresentato da un avvocato pro bono e aveva accesso al tribunale arbitrale, non c'era motivo di…