Fatti
Il caso riguarda la determinazione dell'importo del salario non pignorabile ai sensi dell'art. 325 cpv. 1 CO. Il lavoratore [B.] aveva ceduto una parte del suo credito salariale prima di essere dichiarato fallito. Nell'esecuzione successivamente avviata dal creditore, [B.] ha proposto opposizione per mancanza di nuovo patrimonio. Il creditore ha quindi chiesto all'Ufficio esecuzioni di determinare l'importo del salario non pignorabile.
L'Ufficio esecuzioni ha determinato l'importo non pignorabile, a seguito di che [B.] ha interposto reclamo. Egli riteneva che in un tale caso solo il giudice ai sensi dell'art. 265 cpv. 3 LEF potesse decidere sull'importo non pignorabile.
Legge
Il Tribunale federale ha respinto il reclamo. Ha chiarito che l'Ufficio esecuzioni è obbligato, in base al testo esplicito dell'art. 325 cpv. 1 CO, a determinare su richiesta di una parte l'importo del salario non pignorabile. Il fatto che il lavoratore abbia proposto opposizione per mancanza di nuovo patrimonio non osta a ciò.
Il Tribunale federale ha motivato questo affermando che i futuri crediti salariali non rientrano nella massa fallimentare e il lavoratore può continuare a disporne liberamente. Pertanto, egli non può invocare l'eccezione della mancanza di nuovo patrimonio.
Inoltre, l'Ufficio esecuzioni, in virtù della sua competenza tecnica, è meglio in…