Fatti

Pierre Robyr e Jean-Pierre Fontannaz hanno sfruttato delle cave di ghiaia sulle loro rispettive proprietà a Noville, il che ha comportato la formazione di stagni a seguito dell'emersione della falda freatica. Il Conservatore della fauna ha ritenuto che questi stagni, denominati stagno della Mure e stagno della Praille, facessero parte del demanio pubblico e fossero quindi soggetti al diritto di pesca del Cantone di Vaud. Gli eredi di Pierre Robyr e Jean-Pierre Fontannaz hanno contestato questa decisione presso il Consiglio di Stato, che ha respinto i loro ricorsi. Essi hanno quindi adito il Tribunale federale con un ricorso di riforma e un ricorso di diritto pubblico.

Legge

Il Tribunale federale ha respinto il ricorso di diritto pubblico. Ha ritenuto che l'autorità cantonale non avesse agito in modo arbitrario nell'assimilare le acque degli stagni della Mure e della Praille alle acque del demanio pubblico. Infatti, secondo la giurisprudenza e la dottrina, una sorgente ai sensi dell'art. 704 CC non si limita all'acqua che sgorga naturalmente dal suolo, ma può anche includere l'acqua sotterranea messa artificialmente in luce. Ora, nel caso di specie, sono stati i lavori di scavo effettuati da Robyr e Fontannaz a provocare l'affioramento dell'acqua in superficie, sicché non si tratta di un'emergenza naturale. Di conseguenza, il Tribunale federale ha ritenuto che l'autorità cantonale fosse fondata nel considerare che questi stagni non costituivano sorgenti private ai sensi dell'art. 704 CC, ma facevano parte del demanio pubblico in quanto acque provenienti dalla falda freatica.

Il Tribunale federale ha…